Innanzi tutto si chiamano e-mail e non “mail”, “email” o addirittura “i-mail” (come ho visto scrivere più volte, probabilmente da qualche amico di Steve Jobs). Certo è logico che nell’uso comune il termine possa finire con l’essere abbreviato, ma ad esempio il dire “ti mando una mail” dovrebbe significare al massimo che sta per arrivarci una lettera via posta!
Io tendo SEMPRE a fare una questione di principio su questo o quello. Qualcuno – producendo l’ennesimo spacco nella mia vita, nell’anno 2009 – mi ha fatto presente che io sarei implacabile: percorrerei la mia strada incurante del fatto che gli altri mi stiano seguendo o meno.
Non posso farci niente quindi. Non che di tale mia caratteristica me ne freghi qualcosa (c.v.d.) o meglio, non la vivo come una cosa negativa. La “e” in “e-mail” sta per electronic e “mail” significa Posta. Quindi la traduzione del termine è Posta elettronica.
E’ uno strumento nato nel 1972 per utilizzare il quale esistono delle regole, ma oggi non voglio parlare della netiquette, argomento già trattato in un precedente post.
Ciò che mi è venuto in mente ieri sera è che ci sono alcune persone che usano la posta elettronica come fosse un post-it. Non va decisamente bene.
Qual’è il vantaggio insito nell’uso di questo strumento? Semplice: l’e-mail mi da la possibilità di contattare qualcuno lasciando che il destinatario del mio contatto (di un mio atto cosciente quindi) possa liberamente scegliere l’esatto momento in cui essere rotto il cazzo nella vita. La mia comunicazione resterà nella casella di posta elettronica del destinatario fin quando lui non vorrà aprila, consultarla ed eventualmente svuotarla.
E’ lo stesso meccanismo della posta tradizionale. Io invio corrispondenza, il sistema postale instrada la lettera o il pacco verso il mio paese, la mia città, il mio quartiere e quindi provvede a consegnare il tutto nel mio palazzo, all’interno della mia casella postale (è quello che fa il delivery system di un sistema di posta elettronica).
E di cosa mi lamento quindi, vi starete chiedendo!??! Ci sono persone che inviano un messaggio, poi ti vedono e ti dicono “Ti ho mandato unaimeil!”, rompendo la magia. Oppure ti chiamano, ti cercano telefonicamente, in chat, tramite amici solo per informarti che hanno inviato una e-mail è sono in fervente attesa di risposta.
Premessa: io posso leggere la posta elettronica diretta a me quando voglio.
Epilogo: qualcuno mi mette fretta nel leggerla.
Vi immaginate se per ogni lettera che ci viene spedita qualcuno ci telefonasse per avvisarci? Immaginate il casino? I rodimenti di culo? Le attese, le incomprensioni e la frenesia che ne diriverebbe?
Sarò strano io forse, ma se un sistema informatico è strutturato per migliorarci la vita, qual’è il motivo per il quale alcuni individui sembrano voler agire con il solo proposito di peggiorarla?
Se mi devi dire qualcosa urgentemente manda un sms o chiama (sempre meglio l’sms, mezzo democratico), altrimenti aspetta che legga la posta e non rompere i coglioni.
Sono leggermente esasperato, ma sono anche sicuro che capirete quanto io abbia ragione in questo caso. Ora vi lascio: mi chiamano… sicuramente per dirmi che ho ricevuto unaimeil.
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Eeeee che dito al culo che sei!!! (ah no…quello era un altro post…scus)
Ti scherzo un po’, ma lo sai che sono d’accordo, no? Non lo sai? Ah ok, te lo dico:sono d’accordo!!!
Anzi sai che faccio? Te lo scrivo perimeil!!
Ciao