Pizzerie fuori posto

febbraio 6th, 2010 | da Franganghi |

“si chiede perché le pizzerie a domicilio hanno nomi napoletani che le è impossibile memorizzare e riscrivere senza che google imploda…”.

da Twitter – Coma_Girl

Mi sembra che la citazione incarni un pensiero che – la cosa difficilmente può sorprendere – sembra essere comune a molti di noi. Penso che anche una persona di Napoli che abiti a Roma, nel corso della sua vita, possa finire con l’avere problemi nel memorizzare uno dei nomi di questi luoghi “fuori posto”.

Se il “Ristorante La Madunina” è giusto si trovi a Milano e la trattoria “Da Baffo” è corretto sia sita in Roma, se è vero che “A lucanna ri tri rose” sta a Palermo e “Sa Musciara” in Sardegna mi chiedo: che cazzo ci fanno tutti ’sti ristoranti dal nome napoletano a Roma? Stanno morendo le trattorie romane ed osservo da anni il triste fenomeno delle pizzerie dal nome napoletano, che di napoletano solo il nome hanno, crescere a dismisura ed invadere ogni spazio.Cioè, la pizza sarà anche nata a Napoli, ma in pizzeria io c’entro anche se non c’è scritto “Ue ua” sull’insegna! Il problema è che la gente ci casca: tutti continuano a mangiare ciò che ormai viene venduto per pizza ed è preparato all’ingrosso, il tutto condito con ciò che ormai viene chiamato mozzarella e di filante mantiene solo il ricordo.

Comprate un pezzo di pizza bianca dove vi pare e metteteci dentro della mozzarella buona, la più costosa che trovate nell’alimentari più inn della vostra zona. Andate a casa, mettete la seconda dentro la prima e infilate tutto nel forno caldo per 10 minuti. Sfornate e lasciate la pizza sul tavolo tutta la notte. Poi acquistate la pizza alla pizzeria “Ua ue”, portatela a casa e lasciatela sul tavolo tutta la notte, poggiata vicino alla vostra provetta #1. Al mattino tornate al tavolo della cucina e date un’occhiata. Vi sembra che la mozzarella nella pizza del ristorante “Ua ue” sia effettivamente mozzarella?

Assaggiando le pizze scoprirete come il vostro preparato casalingo sia piacevole al gusto anche per colazione mentre il preparato artefatto di “Ua ue” sia assolutamente inguardabile ed inavvicinabile, in termini di sapore ed odore.

Non riesco a capire. Volete la pizza napoletana? Andate a Napoli! Come pensate che a Roma possa esservi offerto un qualcosa di simile? A me neanche piace: io la pizza la gradisco bassa, magari croccante, ben cotta e quindi digeribile, ricoperta di condimenti semplici, buon olio e magari senza quel cavolo di pomodoro che ha senso solo sulla pizza AL POMODORO.

Quando vedo le famigliuole (??? un termine che per iscritto fa veramente ribrezzo ???) che vano a saziarsi in questi luoghi ameni, immagino un bolognese che in viaggio a Roma sia ipoteticamente preso dalla frenesia di mangiare tortellini: pensate che andrebbe in un ristorante DI ROMA a cercarli? Pensate che si chiuderebbe a casa a cucinare quelli di Giovanni Rana? O piuttosto se li preparerebbe da solo optando magari in extremis, volendo proprio immaginare una situazione di emergenza, per una gita nei luoghi della sua infanzia?

Sarò io ad essere strano, ma cosa ci devo fare? Cosa dovrei farci se sono stato educato a rifiutare preparazioni posticce? Cosa dovrei inventarmi per rinunciare a quel gusto alimentare che la mia famiglia ha impiegato una vita ad inculcarmi?

Ci si vede da Pizza Luigi, a Roma… e chi c’è stato ha un’idea di cosa sia la pizza buona.

F

  1. 2 Risposte a “Pizzerie fuori posto”

  2. Da Paolo il feb 9, 2010 | Rispondi<-->

    Perché non ti ho portato ad un posto veramente buono, si chiama qualcosa tipo Mangia Napoli, sta sulla Prenestina. Sarà che non ti piace la pizza alta, sarà che odi l’emisfero sud, sarà che probabilmente è l’eccezione ma quanto è bello dirti che non hai tutte le ragioni!!!

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  3. Da SiL il feb 9, 2010 | Rispondi<-->

    Beh, sostanzialmente daccordo.
    Una di queste sere ti porto in un posticino a Garbatella. Trattoria romana. Il posto più buono, a mio avviso, qui a Roma, per mangiare.

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