Gli Stargate possibili

stargate

Alla quasi totalità di voi sarà capitato di vedere il film Stargate o qualche puntata della serie tv omonima. La storia si basa sul ritrovamento di un antico reperto archeologico, una serie di anelli concentrici di grandi dimensioni che, opportunamente allineati, secondo la trama dell’opera cinematografica, sarebbero in grado di aprire varchi spaziali (quindi non nel tempo e non tra le dimensioni, anche se è ipotizzato che per poter agire su una delle tre variabili sia necessario operare sulle altre due) verso altri dispositivi simili, localizzati in altre aree dell’universo.

Nello svolgimento degli eventi che caratterizzano la trama del film, la squadra che attraversa il varco finisce su un altro pianeta e scopre l’origine del mito che vedrebbe il nostro Egitto protagonista di incontri con civiltà extraterresti più avanzate, proprio nel periodo in cui la costruzione delle piramidi raggiunse il cui culmine. Ma queste sono storie per Giacobbo al quale lascio un attimo la parola: “Si, perché gli alieni piramidali incielano la superartide incapsulando come fosse sbruzza una torbida cinica lotteria delle striscie militari: nel 2012 i fantasmi di Scrooge verranno per sistemare i cerchi nel grano e l’alchimia necessaria a trasformare il virus dell’influenza in oro è già stata utilizzata quando Marta Marzotto potrò la peste a Renzo e Lucia. Come potete ascoltare dalla testimonianza di Mamà Raquevez, gli alieni sono tra noi e si chiamano Teletubbies!” – portatelo via, presto, chiudete e portatelo via…

Torniamo a bomba: Stargate.

Dopo l’esperienza del terzo piano già descritta in un precedente articolo, io e Massimiliano abbiamo iniziato a sviluppare una teoria sull’esistenza degli Stargate che vedrebbe questi aggeggi – oltre che plausibilmente funzionanti – disponibili ed in uso sul mercato globale come materiale di consumo accessibile ai più.

Ora cercherò di mostrarvi il mondo visto dagli occhi miei e di Massimo dopo che l’uomo del terzo piano ce li ha aperti, comparendo dal nulla.

Immaginate una strada ad alto scorrimento, anche a due corsie, come potrebbe essere l’imbocco della tangenziale a San Giovanni (dietro il Verano). Immaginate dei cartelli che invitano gli automobilisti a rallentare e quindi delle sbarre che si aprono per far passare una macchina per volta attraverso gli enormi anelli metallici che si stagliano d’innanzi a voi. Ora chiudete gli occhi ed osservate l’automobilista inserire nell’apposito lettore la sua tessera prepagata (non dovrà farlo avendo un gatepass); ascoltate il rumore degli anelli mentre, nel ruotare, raggiungono la posizione corretta per portare il nostro ipotetico viaggiatore a destinazione; stupiti e attoniti, reagite impallidendo insieme a me quando il veicolo si stacca dall’imbocco del gate e si tuffa nel cerchio composto dagli anelli, l’area interna ora ondeggiante e colma di acquose forme cangianti, per scomparire con un suono morbido nel nulla e non riapparire di dietro come i canoni della realtà e della fisica moderna ci avrebbero indotto a pensare.

Guardatevi intorno e leggete i cartelli: siete al gate IT011A ed i pannelli elettronici parlano chiaro. Mostrano lo schema di accoppiamento del gate IT011A (Roma – ex-tangenziale est) con il gate IT001C (Milano – tangenziale sud); mostrano il transito del veicolo; mostrano la realtà di un mondo in cui gli spostamenti comportano pari costi e pericoli di un attraversamento pedonale.

Guardatevi intorno: è il mondo degli Stargate.

Immaginate dunque questo strano mondo, profumato tanto l’aria è salubre, luminoso tanto il cielo è limpido ed assolutamente privo di conflitti per la conquista di questo o quel appezzamento di terreno, tappo del recipiente di denaro in forma di liquame fossile che è il petrolio.

E’ un mondo strano in cui si, esistono e sono esistite guerre e tutt’ora c’è pestilenza e fame, ma nel quale chiunque può accendere il suo gate e spostarsi liberamente a destra e manca per un viaggio, una visita, una riunione o per trasportare con semplicità piccoli oggetti così come ingombranti derrate alimentari.

Un mondo curioso, ricco di sorprese: è un mondo nel quale da centinaia di anni le persone sono abituate ad utilizzare gli Stargate, divenuti ormai materiale di consumo a basso costo. Certo, i gate pubblici per il trasporto dei veicoli sono ben più resistenti, affidabili e qualitativamente più rifiniti dei gate disponibili per il mercato residenziale o SOHO. Però quale pretesa si potrebbe accampare? La qualità si paga.

Ci sono in commercio gate giapponesi velocissimi nelle transizioni, gate americani grossi e potenti, gate cinesi leggerissimi che con una botta si spaccano, gate svizzeri chiaramente utilizzati per il trasporto del denaro e gate di fabbricazione russa… valvolari!

C’è la Farmagate che produce un gate particolare – normalmente disponibile nelle Gateway Station di transito pubblico – per coloro che soffrono il Mal di Gate! Il trasporto morbido che tali dispositivi sono in grado di offrire riduce gli effetti della transizione e del transito, favorisce la digestione ed offre un effetto di smorzamento integrato (funzioni di gatewaveing®, smoothgate®, silentgate® ed il nuovissimo gate-o-matic® che seleziona l’effetto di smorzamento in base al peso del carico trasportato) per i transiti verso destinazioni che utilizzano tecnologie più antiquate.

Ci sono gate di ogni dimensione e colore: solo le forme degli anelli (il cerchio, la verità delle transizioni iterative che si accompagna con il meccanismo di trasporto del quale stiamo osservando gli ingranaggi) sono costanti.

I network televisivi programmano trasmissioni che spiegano come modificare i gate per renderli più funzionali o piacevoli alla vista. In tv, Fox produce Pimp my Gate, trasmissione avente grandissimo seguito tra i giovani che in tutto il mondo seguono le imprese della squadra di nerboruti neo-rinnovatori di quello stile che da secoli ormai accompagna il viaggio negli spazi del pianeta e dell’universo.

C’è addirittura un culto religioso basato sulle forme degli anelli!

Chiaro che i problemi in un contesto del genere non possono mancare! Ci sono i tradizionalisti, quelli che prediligono il viaggio classico e per classico non intendo a cavallo, no! Da quando esistono gli Stargate i cavalli riposano, corrono per le gare o accompagnano l’uomo in piacevoli escursioni nella natura incontaminata da inutili autostrade! I tradizionalisti, quelli che vorrebbero tornare alle origini, usano come Gateway Station solamente i Templi degli Stargate e non accoppiano i loro gate con i gate moderni, alloggiati invece in ambienti che di spirituale hanno solo il rito del tran tran quotidiano.

Il gruppo terroristico che si fa chiamare CG (Classical Gateing) professa il credo del Grande Gate, il primo gate della storia i cui resti – dopo il crollo del Tempio del Viaggio in Egitto nel 1101 – ancora vengono conservati nel Museo del Viaggio, sito sulle rovine del tempio stesso. Il CG organizza ed attua attentati a livello mondiale per distruggere il mito del gate moderno: i morti non si contano, ma il fondamentalismo non è eradicabile in una società complessa come quella che stiamo osservando. Perché poi, nella nostra c’è differenza?

Venduto anche come accessorio per la Wii e l’X-Box, il gate concepito in chiave moderna può essere reperito in ogni negozio di giochi e console. Sono tanti i bambini che si scambiano oggetti con questi piccoli gate, aventi una quindicina di centimetri di diametro e la peculiarità di essere alimentati ed allineati mediante connessione USB. Questi giapponesi!

Certo, c’è da dire che oltre ai problemi sociali che innesca la loro presenza sul pianeta, i gate non sono comunque dispositivi privi di insidie intrinseche! Un gate che dovesse iniziare a girare mentre attivo perderebbe l’allineamento distruggendo il materiale in transito, persone comprese: per questo i sistemi di ancoraggio dopo l’allineamento sono cruciali! Nei paesi aventi leggi più severe è prescritto l’obbligo di severissimi controlli sui sistemi di ancoraggio degli anelli con cadenza mensile, anche nelle abitazioni. Routine ormai…

Inoltre c’è il problema dell’alimentazione. I gate – gli Stargate – necessitano di una corrente di alimentazione costante. Nei secoli si è lavorato molto per rendere sempre minore il consumo energetico di questi strumenti. Nel 1990, i laboratori della Anaconda University di Hiroshima (che dove ci troviamo non è mai stata distrutta, luogo storico per la cultura mondiale, memoria architettonica delle bellezze che in Giappone sembrano ormai dimenticate) hanno scoperto che distanziando di mezzo centimetro l’anello primario dal cuscinetto di ritenzione sottostante, era possibile abbassare i consumi di circa il 90%. Queste sono nozioni alla portata dei bambini nel mondo che stiamo visitando, ma noi siamo interessati alla questione e ci facciamo avanti con le nostre domande.

“E cosa succederebbe se la corrente dovesse andare via durante un trasporto?” – chiediamo.

“E’ già capitato e capiterà in futuro.” – ci risponde la guida del Museo del Viaggio – “E’ insita nella decisione di compiere azioni la possibilità che qualcosa vada storto. Abbiamo imparato tanto dagli errori passati e tanto impareremo da quelli futuri, ma pensare di non compiere più errori sarebbe null’altro che una macchinosa espressione di masochismo. Spegneremmo ogni sorta di aspettativa sociale incrociando le braccia e mettendo da parte gli Stargate! C’è chi ha ipotizzato un mondo di autostrade ed automobili nel quale – sempre per ipotesi – l’economia cesserebbe di prosperare nel momento in cui la società dovesse iniziare a fare a meno delle automobili. Certo, il problema non è il nostro…”.

E continua mentre si sposta lenta la nostra guida, Giada – “Nel 1988 il gate di uscita di una piccola scuola di Lussemburgo perse l’alimentazione durante un temporale: alla vostra destra potete osservare le foto della scuola ed i resti del modulo di alientazione primario colpito da un fulmine. Come tutti sanno, la perdita di alimentazione di un gate attivo comporta la perdita solidale di quanto dovesse trovarsi in transito e la distruzione per separazione molecolare di quanto in transizione…”.

“Cioè?” – facciamo noi sgranando gli occhi, interdetti ma incuriositi quanto mai.

Prosegue Giada – “Significa che quello che è già DENTRO il gate viene perso nello spazio, in forma solida e sospesa: le forme animate così come quelle NON animate non subiscono alcun decadimento in quanto per loro il tempo è sempre fermo all’interno del Tunnel di Congiunzione tra i gateway accoppiati, anche nel caso che l’accoppiamento dovesse venire a mancare. E’ noto infatti che i Tunnel di Congiunzione esistono a prescindere dalla possibilità che l’uomo si prenda la briga di unirli, accoppiandone le estremità con un corretto allineamento degli Stargate ed aprendoli quindi al transito con l’alimentazione.”.

“Certo.” – facciamo noi, asserendo con incedere sicuro tra le vetrine del Museo.

Giada prosegue – “Molte di queste persone, con le tecniche moderne possono essere tirate fuori nei giorni successivi all’incidente: oggi abbiamo macchinari capaci di scovare le forme disperse, convogliarle in un punto preciso del Tunnel e quindi fornire indicazioni ai tecnici per il ‘rientro’.”.

“Chiaro.” – anche i bambini ci guardano male.

“Per gli sfortunati che stanno entrando invece la sorte è ben più meschina: chi dovesse trovarsi durante un blackout a TRANSITARE attraverso la Superficie di Transizione (quella patina acquosa che si osserva quando il gate viene allineato ed attivato) verrebbe tagliato in due. Le molecole già passate rimarrebbero in stasi nel Tunnel di Congiunzione mentre il resto delle molecole cadrebbe in terra, vittima ormai non più della volontà di quella forma di vita di cui facevano parte, quanto delle stesse leggi della fisica valide per i soggetti inanimati.”.

“E poi?” – facciamo noi.
“E poi? E poi c’è da pulire!” – risponde Giada, accompagnata verso le uscite da un delirio di risatine incontrollabili proveniente dal nostro gruppo di visita presso il Museo.

Giada – “Oggi le alimentazioni sono ridondate per legge e ci sono impianti di alimentazione con tamponi a batterie per scongiurare eventi del genere, ma chiunque decida di utilizzare uno Stargate deve essere conscio di quali siano i pericoli concreti che tale tecnologia porta con se.”.

Vediamo che Giada apre le porte che danno sull’esterno e si gira verso di noi per la consueta “recita” finale:

“Questo è il mondo in cui viviamo. E’ il mondo di poeti, musicisti, inventori, pittori e leader dal grande carisma che hanno dato forma al nostro destino. E’ un mondo di conquiste ed evoluzione, un mondo in cui ognuno può fornire il suo contributo lavorando, studiando, crescendo e saldando quindi il proprio debito con la società producendo e reinventando la storia non in un solo luogo ma – giorno dopo giorno – li dove serve, usando gli Stargate, memoria di un tempo passato, risorsa del presente e promessa per un futuro radioso. Vi ringrazio per averci seguito in questo viaggio.”.

E così siamo di nuovo soli: Giada si allontana, le sue forme aggraziate procedono lungo il corridoio d’uscita seguite dagli occhi attenti di molti dei visitatori. Non siamo soddisfatti però. C’è un dettaglio che sembra esserci sfuggito, ma non riusciamo a far mente locale.

Ora siamo qui e questo è il mondo degli Stargate. Ci sembra incredibile, strampalato, meraviglioso; ci sembra ricco di prospettive eppure permeato dagli stessi dubbi, dagli stessi dilemmi di quel globo terraqueo che chiamiamo “casa”.

Non sarà che semplicemente è nella natura degli uomini il proposito di creare i problemi per poter poi dichiarare di avere un ben da fare a risolverli? Non sarà che in effetti l’economia del nostro mondo, basata sul petrolio, sia in effetti l’economia della nostra anima? Sembrerebbe di si a guardare la realtà di questo popolo.

Restiamo un pochino a rifletterci su e finiamo col grattarci il naso. No, non è il caso di scoprire dell’altro: questo mondo ci ha parlato a sufficenza di se. Sarebbe bello proseguire il viaggio ma è tardi, siamo stanchi ed abbiamo lasciato a metà l’installazione di una patch. Quale che sia l’alchimia che ci ha fatto arrivare fin qui, ora è tempo di tornare in ufficio attraverso quel gate che – aperto dal Pompiere – porta in un bagno che affaccia sul corridoio del terzo piano, negli spazi inesplorati…

Ai confini della realtà.

Che brivido ora che ho finito. Mi sono dilettato a scrivere questo post nel tempo libero. In questi giorni ho scritto parecchio, ma non era questo l’argomento trattato. Spero di avere altre idee del genere in futuro e spero di incontrare persone capaci di aprirmi la mente in questa direzione, perché – non so a voi – ma a me il risultato garba non poco!

Per come l’ho concepita amici miei, questa mi sembra la più verosimile delle interpretazioni di uno dei viaggi fantastici che talvolta con Massimiliano mi capita di creare, condividere ed ampliare, sopratutto in occasione delle nostre attività di lavoro notturne.

Spero di aver aperto una breccia nei confini della vostra percezione del fantastico. Il fantastico – anche per una persona assolutamente logica e razionale quale io penso di essere – è l’unica vera scelta che chiunque può decidere di abbracciare per conquistare le chiavi delle relazioni tra gli uomini.

Spingerci più in la in questa dimensione non ha mai effetti collaterali a meno che diventi un’ossessione. Ma si sa, l’ossessione intrinsecamente non è mai un bene.

Vi adoro, ma anche in questo caso non tutti: voglio bene solo a chi non si sta ponendo il dubbio di essere tra coloro per i quali io non provi in effetti alcun senso di adorazione. Chi vive tale dubbio, che blackout lo colga in transizione.

F

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2 Commenti

  • Ahò certo che co gli stargate in dotazione all’esercito lo sai che guerre LAMPO…praticamente l’America arriverebbe dappertutto…come la Russi e la Cina del resto…ad Axis and Allies sarebbe come prendere un carro armato in cina e spostarlo direttamente a New York…

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  • Dopo una settimana di frenesia lavorativa e dell’animo, nonchè la pressochè assenza di linea adsl nella Mia casa (mia, con la M maiuscola, visto che mo si rogita!), finalmente riesco a leggere questo tanto blasonato post.
    Mi è piaciuto molto, sebbene come tu sai non ami la nerdfantascienza, perchè in realtà, non so se volutamente o meno, poni delle questioni universali in questo articolo.
    La parte che ho preferito, su tutte, è quella in cui parli dell’eventuale assenza di corrente elettrica allo stargate, del fatto di doversi assumere dei rischi per effettuare un viaggio al suo interno. Illuminante direi.
    Inoltre, non ho dubbi d’essere tra le persone di cui parli nelle ultime tre righe. Sei un amico, e ti voglio un bene dell’anima (che ciò sia pubblico, per la seconda volta, dopo che ti smontai il sito, ricordi?).
    Eternamente devota a te
    SiL

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