Non è una metafora, forse

Ma parliamo di altro… Il dito in culo.

Talvolta nei salotti bene – quelli di Marta Marzotto per intenderci – esce fuori la discussione sul Dito in culo. Nessuno al mattino lo racconta, nessuno ne parla a casa, nessuno mai lo riporta alla propria famiglia: non è un argomento da cena di Natale, né da banchetto di matrimonio. Incredibilmente sfugge anche alle dinamiche delle chiacchiere da spiaggia, al giogo degli oratori ed alle fastose disquisizioni dei lunghi viaggi in macchina.

Ma il Dito in culo è un discorso che lascia il segno.

Le femminuccie non mancano di offrire le loro osservazioni, spesso contrastanti riguardo l’esperienza personale, ma sempre ricche di giocosi consigli per i maschietti presenti. Eggrazie: chi lo prende in culo non sono loro.

Altre volte invece accade che inizino discussioni sugli aspetti medici/fisici/biologici della questione e che passando per Piero Angela, aggrappandosi ad Elisir e tuffandosi nel canale tematico della BBC finiscono sempre a parare sulle tematiche del piacere.

Perché di questo alla fine si parla. Le fasce nervose presenti li sotto nei maschietti (prolungamento di quelle che nei salotti bene vengono indicate come fasce nervose del cazzo) son presenti anche nelle femminuccie, spostate sul davanti-in-alto piuttosto che nel di-dietro-in-basso. Penso che anche Leonardo se ne fosse fatto un’idea!

Ma allora – mi chiedo io, attento osservatore del bailamme delle colorate espressioni che compongono il profilo di quella realtà che accolgo giornalmente intorno a me – perché l’argomento Dito nel culo risulta sovente bistrattato negli incontri sociali durante i quali non si sia in pochi e non si abbia bevuto/fumato… o comunque dai salotti di Marta Marzotto?

Perché? Mi viene da pensare che ci sia una sorta di congiura internazionale per tenere nascosto il Segreto del dito in culo. Che Dan Brown stia scrivendo un romanzo al riguardo o che la Fox ci stia facendo una serie-tv son cose che non mi riguardano.

Ora arriveranno subito a commentarmi i detrattori, coloro che pongono un veto al mostrarsi per quello che sono: animali come tutti noi. Arriveranno gli ambientalisti e spiegarci come per ogni dito in culo usato durante un rapporto sessuale, un piccione finisca col passare una settimana stitico. Arriverà il Vaticano a cianciare di Credo, Leggi, Aldilà, Aldiquà, Allah e il Budello di tu’ mà. Arriverà la censura – squallido modo (categoria) vigente nello stivale – a decretare che il Dito in culo non esiste e che conseguentemente, del Dito in culo non si possa dunque far uso. Ed i politicanti: <il dito in culo è rosso>, <allora è male>, <non è più tanto rosso>, <avete raccontato balle agli italiani per tanti anni…>, <non è vero, valutavamo il dito, pensavamo al culo!>, <allora facciamo una legge per stroncare il dito in culo>, <no, siamo all’opposizione e quindi contrari>, <e allora prendiamo noi il dito in culo>, <va bene>, <cittadini, il dito in culo è nero!>.

Arriveranno gli appassionati, come sempre a leggere il post e sfogliare i commenti ma loro del dito – il dito del quale tanto spesso hanno abusato, spingendolo in luoghi dei quali neanche Verne aveva ponderato l’esistenza – non faranno uso per postare una singola nota, un singolo sussurro o una risata a voler contrastare il coro della polemica fazione avversa.

Il dito esiste così come chi ne fa uso e siamo tutti animali:  animali ipocriti? Vi lascio: raggiungo Marta per un aperitivo.

Ma parliamo di altro…

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4 Commenti

  • note dell’autore: se qualcuno è con me abbia il coraggio di taggarsi nella nota che all’articolo conseguirà su FB.
    ;)

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  • Posso fregiarmi dell’onore di essere il primo che afferma e sottoscrive che il dito in culo, a patto che sia femminile (altre realtà non si confanno alla di mia persona), è un piacere equivalente a quello che prova il sesso femminile nella stessa posizione. In culo.
    Complimenti per il sito, lei parla al popolo tutto

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  • @Paolo: certo che puoi Paolo bello!

    Questa sera la conversazione su questo argomento è stata avviata con almeno sette persone e nessuna di queste sette persone si è dimostrata propensa a dire la propria su queste pagine e tanto meno su FB, il che mi sembra inquietante.

    Questo dimostra alcune cose che vado ad anticipare qui e faranno da corollario alla mia teoria definitiva.

    - a differenza di tutti gli altri miti e leggende nonché differentemente da quanto accade per i segreti, in questo caso aprendo il vaso Pandora non fa alcun danno né differenza.
    - molti/e fanno ma non dicono.
    - alcuni/e non fanno ma ne parlano
    - la luna accoglie conversazioni sull’argomento; il sole no.

    Vedremo le evoluzioni.
    A nulla vale il far presente il carattere anatomico della questione e le necessità che conseguentemente ne derivano.

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  • Dimenticavo Paolo: c’è molta ignoranza al riguardo.

    ;)

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