importato da JTTD, msn – 17 maggio 2005
E che le stelle volessere dirci qualcosa lo sapevano anche nell’antichità, ma penso mai i messaggi furono più espliciti. Quando il tempo, le vicissitudini straordinarie della vita e l’assetto metereologico della propria città sono avversi, forse basta alzare gli occhi al cielo per leggere qualcosa di ben definito, tra gli sprazzi di nuvole, qualcosa che le stelle vorrebbero facessimo nostro.
- Bevo: nada
- Mangio: nada, ma stasera vedrete!
- Mood: la tazza, il mio regno wi-fi
E’ in quei momenti che il dubbio mi assale e la fobia dell’esistere si concretizza in me nella forma del timore che Murphy sia già ad attendermi dietro il prossimo angolo per l’ennesimo agguato.
E’ in quei momenti che lo sconforto rischia di minare indefinitamente il mio stato d’animo e la mia naturale propensione ai rapporti sociali, sprofondandomi in uno stato di pietosa suoceragine.
E’ in quegli istanti che penso di aver carpito qualcosa dalle stelle, un sussurro ed un lamento, una premonizione in divenire che sembra quasi voler aquistare una forma solida. Ed è li che credo di aver capito che DOVREI RESTARMENE A CASA!
Poi tutto passa, esco e scopro che le infallibili stelle alle volte, pur restando infallibili, sbagliano a digitare! Deve essere colpa di quel fottuto T9.
Buona serata a tutti.











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