Ho 20-19 minuti per raccontarvi una storia.
Sarà incompleta, imprecisa ed ingarbugliata, ma non si dice mai di no ad un Bardo!

L’anno scorso – dopo il furto della mia amata Smart – ho capito che tutto sommato potevo anche farne a meno. Già solo lo sbrigare le pratiche del furto per riavere i soldi dall’assicurazione ha costituito per me un tale carico mentale da giustificare la mia nuova posizione riguardo le automobili.
Fortunatamente già da qualche mese (anche se in modo del tutto sporadico) utilizzavo la bicicletta che avevo portato a Roma durante l’inverno da casa di mio padre. Ricordo ancora il primo giorno in cui l’ho presa a Roma (dopo molto tempo) per fare il giro del quartiere.
Son partito da Piazza Albania per tornare al punto di partenza sudato, stremato ed ansimante non più di venti minuti dopo. Pian piano ho iniziato ad usarla per tragitti esponenzialmente più lunghi fino a decidere un giorno che forse ce l’avrei fatta anche a raggiungere il mio posto di lavoro.
La prima volta che sono arrivato in ufficio in bici, dopo la salita della Cassia ero un cesso d’uomo. Non che questo mio status sia cambiato! Sono sempre un cesso d’uomo, ma più tranquillo e sopratutto conscio della mia condizione.
Sono andato da un responsabile ed ho chiesto se per caso sarebbe stato possibile riattivare le docce, già presenti all’interno della struttura ma inutilizzate da anni. Incredibilmente non mi è stato detto di no e nel giro di 10 giorni mi son ritrovato con due docce NUOVE all’interno della mia struttura lavorativa.
Poi è arrivato il furto della macchina e dopo i primi cinque minuti netti di sconcerto, ho deciso che forse sarei dovuto semplicemente salire a casa per poggiare la roba che stavo spostando in macchina e prendere quindi un taxi: arrivato in ufficio ridevo e non mi interessava NIENTE della macchina. Nel corso di questi mesi non ho mai dimenticato che esistono altri mezzi oltre la bici.
Sono abbonato a Car Sharing e Bike Sharing di ATAC ed utilizzo senza farmi alcun problema Metro, Treni, Taxi, Monopattino, Autobus e piedi.
La cosa curiosa che mi ha spinto a creare questo post incompleto è che ho smesso di faticare, ho smesso di sentire caldo, il mio metabolismo basale (credo si chiami così) è sceso mostruosamente ed ora mi guardo intorno e trovo solo persone capaci di dire che fa caldo quando invece io sto bene. Tutto questo è avvenuto in pochissimo tempo.
Si, fa caldo. Oggi è stata una giornata veramente calda, ma in meno di quaranta minuti mi son fatto da casa all’ufficio, con tanto di sosta fontanella e chiacchierata con i vicini alle 12am. Voglio dire – e mi rivolgo qui a tutti quelli che vivono quotidianamente la sequenza porta-scale-portone-auto-traffico-parcheggio-badge-ufficio-badge-auto-traffico-parcheggio-portone-scale-porta o porta-moto(rino)-portone-auto-traffico-parcheggio-badge-ufficio-badge-auto-traffico-parcheggio-portone-scale-porta – che ad un certo punto, meno di un mese dopo aver ripreso a pedalare dopo tanti anni, qualcosa si è adattato in me ed è successo molto più in fretta di quanto mi sarei mai potuto aspettare.
Questa sera parlavo con un collega che si chiedeva come io avessi fatto a mettere in piedi questo cambiamento; ieri parlavo con un amico (il Capitano) nel tentativo di convincerlo che la mia volontà non abbia mai avuto a che fare con il voler dimagrire. A tutti voi posso dire che io l’ho fatto per stare sereno.
Non c’è traffico in bici che possa essere equiparato in quanto a pericolosità a quello che sperimentano i mezzi a motore ed il mito secondo il quale si respirerebbe più smog andando in bicicletta è una cagata mostruosa. Ho accesso a marciapiede, aree pedonali, ville, strade chiusi, ZTL e vicoletti, giardini e posso in talune situazioni decidere coscientemente che MI SONO ROTTO IL CAZZO E PRENDO I MEZZI. Un possessore di mezzo targato può permettersi un lusso del genere?
Con la bici pieghevole salgo su qualsiasi mezzo ma anche con l’altra bici (MB light diciamo) ho sempre un U-lock per agganciare ad un palo il mio mezzo e proseguire a piedi. Capita di rado, devo dirlo, ma tutti abbiamo giornate durante le quali il nostro fisico è più provato del solito.
Qualunque critica si possa rivolgere alla bicicletta come mezzo per gli spostamenti a Roma, alle mie orecchie e dopo la mia esperienza non può che risultare infondata. Non posso farci niente!

Ho calcolato che per comprare e possedere una Smart usata (valore 3000 euro) per un tempo totale di due anni, pagando chiaramente anche le spese di benzina (che per un ciclista corrispondono a circa 40gr di pasta in più al giorno e qualche dolcetto strategico di supporto quando capita), potrei prendere 249 il taxi per andare in ufficio. Cioè, in due anni potrei andare 250 volte (andata e ritorno) su 400 in taxi a lavoro spendendo la stessa cifra!
A questo punto penso siano gli automobilisti a dovermi spiegare il perché giornalmente utilizzino una macchina. Io non sono un fondamentalista e per portare una tavola di marmo da Piazza Albania a dove vivo ora ho dovuto chiedere un passaggio sulla automobile di Giulio, ma in tutti gli altri giorni mi sembra che di vantaggi ne tragga parecchi dall’uso delle due ruote a trazione umana!
Non c’entra niente con diete, forma fisica o mentalità. Sono fondamentalista? Io odio il fondamentalismo e non riesco a pensare che l’automobile in talune situazioni e per alcune professioni sia uno strumento irrinunciabile. Io sto parlando di CONVENIENZA, economica e mentale.
Tutto questo senza contare i posti in più che è possibile vedere e visitare ed il numero incredibile di persone che a Roma è possibile incontrare e conoscere girando in bici; tutto questo senza contare l’assenza di multe e divieti; tutto questo senza contare la flessibilità di un mezzo che nelle sue forme più metropolitane (bici pieghevole) entra come bagaglio anche al cinema! Terrò per me anche gli effetti collaterali che tutto questo pedalare (e non solo) hanno portato sulla chimica del mio sangue che per un curioso meccanismo naturale legato al metabolismo è tornata assolutamente nella norma.

Insomma, qui non c’è da chiedersi perché io mi muova in bici ma solo il perché non l’abbia fatto prima; c’è da chiedersi non se la mia scelta sia valida, ma il perché le persone intorno a me non ne abbiano ancora inteso la validità.
Il tempo a mia disposizione è finito e devo tornare verso casa. Spero che tutto questo discorso non risulti a voi ostico, noioso, inutile o falso. Nutro la speranza che i miei toni non vengano intesi come quelli di un fondamentalista che voglia portare in auge il proprio modo di essere con la pretesa che venga riconosciuto come Migliore, e conto che qualcuno tra i miei lettori trovi la mia posizione anche solo vagamente interessante.
Non posso fare di più. Poi magari un giorno mi stancherò e comprerò due SUV, ma per adesso Vostro Onore posso dirlo: sto bene così.
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