Caro il mio vicino, ti ho già visto da qualche parte. Sei li accanto a me, seduto in treno e mi procuri fastidio.
Immagino il suv che tieni parcheggiato in garage in attesa di poterci fare le vasche tra la tua stupenda casa di piazza Navona e piazza di Spagna. Lo so che sei imballato di soldi ed oltre a non esserci nulla da dire al riguardo, la cosa non ha alcuna rilevanza con il tuo atteggiamento.
Ti piace girare in locali alla moda, offrire per tutti, sfoggiare abiti firmati e puzzi di soldi lontano un miglio. Ma alla fine sei qui, accanto a me e dentro il treno ti comporti come se stessi in ufficio. Parli ad alta voce, occupi metà del tavolo che dovrebbe esser condiviso da quattro persone, usi l’inutile “chiavetta” usb per connetterti ad internet e parli un italiano che si compone di cinque-sei parole al massimo.
E noto quanto tu sia imbranato. Affermi al telefono che no, non ti piace leggere perché ti stanca e si, non c’era nessun bisogno di specificarlo amico mio. Al computer lavori alacremente su un file excel pieno zeppo di righe, non perché sia a te utile, quanto perché non sai nemmeno cosa sia un database, non hai idea di come raccogliere, condividere e collaborare on-line con le informazioni.
Ma il bello arriva quando la tua segretaria ti telefona ed io sento tutto, dato che il volume del tuo microtelefono è ai livelli di un concerto di Vasco.
E la segretaria ti chiede – ragazzi, vi giuro su quel che vi pare che è accaduto – se ti interesserebbe fare un “corso avanzato di excel”. Resto ammutolito: un pochino perché rispondi di si, ma sopratutto per la domanda in sé.
La conversazione prosegue ed esce fuori che no, non sei capace di scaricare la posta dal telefonino. Osservo il telefonino e scopro che il suo valore è pari a circa 800 euro e mi chiedo il perché non esista una legge che ti impedisca di comprare una cosa del genere senza che tu abbia dimostrato di poterla utilizzare!?!? La tua valigia da viaggio è leggera, come il tuo cervello. Arriva il tuo capo da qualche poltrona più in fondo e ti prodighi nel descrivere il magnifico lavoro di excel che stai facendo, colorando ed accorpando righe e colonne, rendendole così inutilizzabili per ogni fine statistico o di calcolo.
Insomma, tu vesti telefoni, computer, abiti, auto, liguaggi e modi che non ti appartengono, ma io ti ho riconosciuto subito quando ti sei seduto accanto a me. Tu sei un primate.
Migliaia di anni di evoluzione son serviti solo a far si che tu potessi rimediare maschere sfarzose, ma tu pensi, agisci e reagisci come un Primate.
Buon viaggio… e che il treno riesca a portarti lontano, da me.
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Questo articolo è magnifico!!!
Mi verrebbe da commentarlo tanto dettagliatamente da scriverne in pratica un altro!!!
Ma potrebbe sembrare che io tenti di superare il tuo GENIO invece di farti solo i miei complimenti…GE-NI-O!!!
(tu sei un grande lo sai?!)
Per cui mi fermo qui!
Ciao
@harlock00999: non esagerare. L’ho scritto fino ad un istante prima di venire da te a pranzo Fede!
Chiaramente mi girava in testa da ieri.
Solo il titolo che avevo in mente era diverso, molto ironico, una citazione che avrebbe colpito nel segno solo me stesso e che sarebbe stata del tutto inconcludente. Nell’attesa di trovare il titolo giusto, ho evitato di trascrivere l’accaduto.
A dopo.