Ed eccoci qui amici, una volta ancora a raccontarvi di ciò che mi succede.

Nel mese di Luglio, in una bellissima giornata Lombarda e mentre ero in giro per la mia prima gita in moto con i miei amici Federico e Manuela, prenotammo un viaggetto per Ottobre. Chiaramente vi starete chiedendo il perché: ma perché Ryanair ha questa politica commerciale delle offerte a tutti i costi! Perché non aderire quando girare il mondo ti costa meno di un Roma – Milano?
Di ritorno dalla gita, con Paolo Tazza al telefono da Roma con PC alla mano, prenotammo un viaggio per 8 persone: due sarebbero partite da Milano (indovinate un po chi!) e 6 da Roma. I 5 romani oltre al sottoscritto sarebbero stati Paolo Tazza, Paolo Kojack, Chiara, Giuseppe (ora chiamato Giuseppo in seguito al delirio maturato nel viaggio) e Giulio Guzzi.
Meta? In pratica la destinazione l’ho suggerita io, con beneplacido dei partecipanti alcuni dei quali ne avevano già sentito parlare: tutti in viaggio per la Snowdonia. Nel Galles esiste una specie di regione che in realtà è un Parco Nazionale chiamato – per l’appunto – Snowdonia(n). Anni prima lessi il libro di Terry Brooks “Il demone” che a tutt’oggi è ancora l’opera letteraria di fantasia che più di tutte io abbia apprezzato. In questo libro uno degli eventi più eclatanti – l’incontro del protagonista maschile con Il Bene – avviene proprio in una location sita in Galles, nel parco di Snowdonia ed in particolare presso la Cascata delle Fate.
Cercai per lungo tempo di scoprire dove questo luogo si trovasse e con l’aiuto di Federico scoprii che il luogo esisteva veramente. Quindi quale meta migliore per un viaggio di pochi giorni?
Nel corso dei mesi abbiamo avuto 3 defezioni: Fede e Manu ai quali Ryanair ha rifiutato il volo, data la sfrenata stupida politica di overbooking adottata dalla compagnia a basso costo inglese e Giulio il quale – ben conscio dei suoi impegni lavorativi in escalation – aveva già avvisato noi altri della sua probabile indisponibilità dell’ultimo momento.
Pensavamo in origine di fare la follia di affittare 4 SMART, giusto per restare impressi nelle retine della popolazione indigena facendoci riconoscere per gli italiani che siamo, ma alla fine – giunti in 5 alla linea di partenza – abbiamo optato per una normalissima macchina.
Terminata l’introduzione possiamo passare alla cronistoria del viaggio. Conto di poter arricchire la mia storiella di dettagli, quindi preparatevi a qualcosa di lungo. Aggiungo che Chiara con Giuseppo hanno predisposto anche loro un loro racconto dei fatti, quindi non voglio riscrivere eventi già narrati ma solo aggiungere ciò che ha colpito in particolare la mia attenzione durante il viaggio: a tale scopo integrerò questo articolo con i link agli articoli degli altri viaggiatori, in modo che la storia si completi nell’intreccio degli eventi.
E’ la seconda volta che adotto una tecnica del genere: la prima volta – in forma diversa – usai un metodo simile per raccontare il viaggio in Francia che feci con Federico (“Alla ricerca del Metallo“), articolo che è uno dei primi che siano apparsi sulle pagine di questo mio sito.
Buona lettura.
Un grazie a Giuseppo per il contributo fotografico nonché ai miei amici tutti per lo splendido viaggio. Dato che Giuseppo si è fatto fare pochissime foto, onoro il suo lavoro piazzandone una qui bella come il sole, strappata al nostro fotografo ufficiale di straforo e da lontano: il cecchino è stato “colpito”!
Franga
PS – Alcune foto di questa serie di articoli sono commentabili: per commentarle basta clikkarci su col mouse e commentare poi nella pagina dedicata alla foto stessa! Dateci dentro.
“Mi raccomando ragazzi, tutti puntuali: alle 8 ci muoviamo da casa con Chiara e Giuseppo e vi passiamo a prendere a ruota, sulla strada per Ciampino!”. Chiaramente chi si chiama Paolo non è in grado di afferrare concetti chiari come quello espresso in alto. Dopo attese illuminate, prendiamo infine la strada per Ciampino fermandoci in farmacia.
La premessa infatti è che in viaggio è partito un lazzaretto! Avevo bisogno di Broncovaleas e così raggiungo una farmacia all’angolo di via delle Cave ed acquisto il famigerato prodotto sturabronchi. Lo scarto davanti al farmacista di turno che lucra notte e giorno e poggio tutto ciò che non è esattamente “IL MEDICINALE” sul bancone della farmacia rivolgendomi quindi al farmacista con queste testuali parole: “Scusi, le crea problemi buttare lei questa roba per cortesia?”. Ora, non è che io abbia lasciato sul bancone dei residui tossici della guerra del golfo: si trattava della bustina di plastica, dello scontrino, della ricevuta del bancomat, la scatola del medicinale ed il foglietto illustrativo… tutte cose di carta in pratica. E sapete cosa ha risposto il giovane mentecatto? Inimmaginabile: “E certo, perchè io lavoro per la nettezza urbana tanto!”.
Sono uscito con quel sentimento di tristezza inframmezzata a furia omicida che Il Capitan Harlock ben conosce per tornare correndo nel taxi dove gli amici attendevano im/pazienti (a seconda), facendomi scivolare dalle tasche la bomboletta appena acquistata. Ora, secondo voi, questo evento potevo tenerlo per me? Ho pensato che almeno scrivendolo avrebbe potuto assumere un qualche significato, altrimenti sarebbero stati i 4 minuti più stupidi, ridicoli ed inutili di tutta la mia vita, dopo i 160 minuti spesi a guardare La sottile linea rossa ed i 70 minuti passati a seguire la trama di The Cube!
Arriviamo al pollaioporto (gli aereoporti di Ryanair sono tutti pollai per quanto mi riguarda, dopo aver vissuto il viaggio a Parigi) e ci imbarchiamo senza indugio sul nostro alato mezzo di trasporto super-inquinante. Chiara si dispone subito tranquilla al suo posto, distendendosi sullo schienale con tutta la calma possibile mentre, durante il rollaggio, frattura il polso di Giuseppo per scaricare le urla che volevano uscirle dalla bocca. E’ tutto normale.
Fino a questo punto del viaggio la situazione era:
- io me stavo a sbracà in modalità jean claude
- paolo tazza stava in modalità capatonda
- chiara ansia
- giuseppo se la godeva come rocco prima del ciak
- paolo kojack era una specie di fucina ambulante di batteri, ricoperto di fazzoletti, imbottino nel corpo e nei bagagli di medicinali ed indossante un naso rosso da pagliaccio del circo che faceva storcere il muso alle hostess e ridere di cuore i bimbi!
Viaggio tranquillo e – nonostante vento forte all’arrivo – atterraggio PERFETTO, senza scossoni o recuperi di allineamento forzati in extremis! Bravo pilota, ma per quanto bravo possa essere il nostro amico dei Village People, la sua bravura non giustifica gli odiosi, volgari, inutili, ridicoli ed italianissimi applausi dei passeggeri per il fatto di non essere morti, maledetti loro e chi li abilita al volo. Unica nota da dover necessariamente segnalare, la presenza a bordo dell’hostess obesa (e questo non è un problema) con il culo largo come il corridoio (e non è un problema nemmeno questo) e fetido quanto un rutto di Shrek (il che decisamente costituisce un problema quando ti si ferma affianco). Penso di non essere mai arrivato così vicino ai conati di vomito durante un volo aereo come in questa occasione: era un fetore misto di Calcutta dopo la pioggia, Napoli prima di Silvio e la Metro A di Roma ai bei tempi! Ammorbante.
Ma è passata anche questa.
Arriviamo all’aeroporto di Liverpool per scoprire, dopo svariati andirivieni tra parcheggio, autonoleggio e terminal, che la magnifica Megane 1.6 diesel prenotata si era nel frattempo ritirata in una ben più idiota Peugeot 308 1.6 benzina. Stessa classe un par di palle signorina: consuma di più, è un polmone e dentro è comoda quanto il dorso di un elefante!












Oh, bellarticolo!
Si, si, un vero peccato che “qualcuno, pur pagando, non sia proprio riuscito a venire” nevvero??????????
MENO MALE CHE RAINEIR RIMBORZA I SOLDI AI POVERI SVENTURATI CACCIATI DAL VOLO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
…a buon intendior…ammicco!
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