UKbello – part uan

Highway to heaven ragazzi

Partiamo e il viaggio prosegue tra risate, battute e sguardi meravigliati attraverso le autostrade inglesi. A tal proposito traggo subito conclusioni:
- in 430 km (e vi assicuro che le ho cercate come Giuseppe cercava ospitalità per la moglie) non una se pur minuscola buca
- in 430 km non un semaforo è stato attraversato attendendo più di un verde
- in 430 km non una persona ci ha tagliato la strada
- in 430 km, miei cari amici, ci è stata segnalata una coda in autostrada causa LAVORI, con limite a 30 miglia/h: la “coda” (così la chiamano li) è durata 3 miglia circa e davanti a noi c’erano 6 macchine (contate)… oltre la strada era libera.
- in 430 km di autostrada abbiamo pagato (ahahahha, 3 volte invece di una) soltanto il casello del sotto-ponte di Liverpool, che potevamo anche scegliere di non attraversare per giungere ugualmente a destinazione

NB – Alla fine del racconto trarrò delle conclusioni a riguardo di tali fatti sconcertanti per la mia piccola mente terrona.

Silenzio: parla Fish&ChipsRaggiungiamo così il primo zozzo e squallido Fish&Chips sulla strada per il mare, tra Abergele e Colwyn Bay: fritto pesantissimo, supermercato fornitissimo (gli after eight in inghilterra diventano After Dinner e sono spettacolari) ed aria pulita. In lontananza si vedono due grattacieli squallidi e sono l’unica nota dolente di questo luogo di mare che – a dirla tutta – sembra in Ottobre essere assolutamente ordinato, pulito e pronto ad accogliere i villeggianti del weekend.

Ripartiamo e dopo poche miglia scarto senza chiedere il permesso verso una stradina che porta verso la spiaggia, approdando ad un parcheggio sul mare dal quale si può osservare l’intera costa, le montagne, il paese, i gabbiani, le pale eoliche dall’aspetto surreale disposte a largo della costa e le più pulite toilette pubbliche che luogo di mare abbia mai conosciuto.

Giuseppe è frenetico e scatta foto come se la luce per gli uomini fosse destinata a finire di li a qualche ora: smetterà di fare foto solo una volta tornato a Liverpool, prima della partenza.

Uccelletto solitario sul lungomare

Ci avviamo quindi verso la meta presso la quale avevamo pensato di trovare un posto per dormire: Landudno. C’è un promontorio a Landudno che ragazzi, dico proprio, fermate n’hai capito che te stai a perde aoh! Non so se sono stato chiaro!?!!?

Foto per lo spot della 308Pecore, vento, mare a perdita d’occhio, un cimitero bellissimo e colori mai visti prima fanno da contorno alla foto che Giuseppo scatta per la prossima pubblicità della 308: nel tentativo di fare un autoscatto a tutti noi, per poco non ci rimette l’obiettivo con mezza macchinetta quando – a causa del vento – il cavalletto si sbilancia proprio nel momento in cui Giuseppo stava per afferrare la macchinetta dopo lo scatto!

Ragazzi, devo dire che non sono mai rimasto così incantato da un panorama in vita mia. Sembrava il set di un film!

Landudno e morte sul promontorio, suggestivo e magico!

Ci avviamo alla ricerca di un posto per dormire, ma già qualche dubbio ci sorge quando osserviamo dentro un magnifico B&B sulla spiaggia di Landudno un ammasso di cariatidi ed una insegna che denota la natura filo-cristiana del luogo.

Essendo noi assolutamente legati – tutti e 5 – alle faccende, commissioni ed ai voleri di Cristo, prendiamo armi e bagagli e riprendiamo IMMEDIATAMENTE il nostro viaggio verso la location che avevo proposto per l’ultimo giorno, chiamata Betws-y-Coed. Sono poche decine di minuti e con le strade/latitudini inglesi non c’è alcuna difficoltà a raggiungere il luogo nonostante il buio stia calando. Sono le 2130 e c’è ancora un filo di luce comunque a segnare il nostro cammino.

Troviamo una sistemazione in un luogo appartato (pregavo il resto del gruppo di scegliere B&B lontano dai centri cittadini): confortevole, pulito, comodo e pronto ad accogliere i Paoli febbricitanti per la notte. Dopo una serata passata davanti ad un paio di birrozze nel pub spettacolare (ed unico, per quel che ne sappiamo) del paese, ci buttiamo a letto imbottiti di antipiretici e ghiriamo fino al mattino successivo.

La mia birra preferita durante il viaggioNOTA – Chiunque vi dica che la Guinness in UK è diversa non mente: è tutt’altra birra e, data la bassa gradazione, si fa desiderare un boccale dopo l’altro, come se l’acqua fosse solo un brutto ricordo. Ci si annegherebbe in un mare di Guinness! Io ho optato invece per altra birra…

… Chiara invece era a ruota ed ha continuato a bere come fosse una cliente abituale, pinta dopo pinta e provando quasi tutte le birre disponibili! Non mi sarei sorpreso se ad un certo punto avesse iniziato a chiedere “IL SOLITO, PLEASE!”. Peccato che mia cugina non perda il controllo con l’alcool, sempre attenta a parlare piano, a non farsi riconoscere in un luogo – l’inghilterra – dove secondo me non si va cercando altro che un po di vita, soprattutto nei locali la sera ed anche al prezzo di un pochino di caciara!

NOTA – Ve lo devo dire che i bagni (tutti quelli da noi usati, maschi e femmine) erano perfettamente puliti e profumati?

Al risveglio una magnifica veranda luminosa con vista sulla valle fa da cornice alla nostra colazione. Io e Paolo optiamo per un pasto tipicamente inglese (pancetta, ovi, burro a fiumi, etc…), mentre per gli altri – vuoi la malattia, vuoi le abitudini alimentari – ipocalorica ingozzata di zuccheri e pane. Il caffè come la birra – scorre a litri e non stanca mai (vero Chiara?).

Chiara in veranda

Il B&B merita una menzione speciale: oltre alla pulizia ed alla estrema cortesia di cui ho già parlato, quando abbiamo chiesto informazioni sulle nostre successive tappe, i gestori (anziani e cortesi pensionati) hanno passato più di 15 minuti a parlare con noi, condividendo cartine, consigli, opuscoli e percorsi basati sulla loro conoscenza della zona. Il bacetto finale della donna di casa a Chiara è stato il tocco finale: per quanto mi riguarda si tratta di un B&B che, come per un incantesimo di Harry Potter, nasconde l’Hilton!

Ristoro presso Betws-y-coed, dai Boughton

E quanta acqua ha preso il biglietto da visita che fino ad oggi – 21 Gennaio 09 – ho conservato con attenzione nel portafogli! Ma dell’acqua parleremo nel prossimo resoconto di UKbello.

Nel prossimo post: strana quiete nei locali gallesi, le avventure di giovani ragazzi che sfidano le altezze, ed ancora un viaggio all’interno di un lazzaretto (com’era la vita ai tempi del Manzoni?), ed inoltre supermercati e cioccolata (nella manica scorre il grasso). Ci sono segreti da scoprire e cose con le quali cincischiarci e ne cincischieremo su Voyager!

ATTENZIONE: l’articolo di Giuseppe e Chiara che narra di questa parte del viaggio è consultabile sul sito di Giuseppe
http://www.g-prodz.com/archives/96

continua…

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