Durante l’anno ho partecipato a buona parte delle CM. Diciamo che me ne sarò perse un paio da Maggio del 2008. Ho notato che la CMmona tende a disgregare il concetto di unità che si concretizza invece in inverno, quando fa freddo e le persone escono comunque in bici per lanciare un proprio messaggio.
In pratica, oltre alle oggettive difficoltà che ho incontrato a restare vicino alle persone che conosco (data la grande affluenza), mi è sembrato di percepire un vero e proprio distacco tra le persone presenti. E’ un po come se ognuno avesse un proprio messaggio da portare ma non avesse più l’uso della mandibola.
Non mi è piaciuto. Inoltre c’è stata una cosa che mi ha fatto proprio schifo.
Durante la Ciemmona erano presenti famiglie intere, con i bambini al seguito. Il voler trasmettere ai propri figli un messaggio importante come quello che si lega alla CM trovo sia qualcosa di assolutamente positivo. E’ anche naturale che – per quanto un messaggio come quello lanciato della CM sia concettualmente apolitico – i centri sociali si rendano partecipi dell’evento, nell’organizzazione dell’evento specifico così come nel lancio degli eventi CM in genere.
Ciò che mi da particolarmente ai nervi è che Sabato, arrivati all’altezza dell’Isola Tiberina, sia giunta da un megafono la proposta (rivolta a quanti fossero interessati) di deviare il giro per proseguire la CM attraverso i cellerini come propaggine del movimento di protesta contro il G8. MA CHE CAZZO C’ENTRA?
Gradito è il fatto che si tratti di una proposta e che abbia comunque la possibilità di rifiutare, ma a me del G8 e di essere strumentalizzato (dalla sinistra così come dalla destra) non frega un emerito membro. Mi vuoi alla CM? Io vengo, ma perché devi sfruttare la mia presenza per fare numero, per scopi che con l’uso della bicicletta non hanno niente a che vedere? Ma che cazzata è mai questa?
Se avessi avuto un figlio avrei parlato con lui tirando tanta di quella merda contro i centri sociali da fargli salire un’ossessione. Trovo che non si potesse concepire e compiere un gesto più ipocrita in una occasione di così libera, sana e sportiva ricreazione come quella della Critical Mass dovrebbe essere.
Mi auguro che in futuro certi atteggiamenti vengano tenuti da parte, altrimenti dovrò tornare necessariamente ad essere un pedalatore solitario.
Buona pedalata a tutti.
F











Tocca intervenire, per darti torto. Sebbene la maggior parte delle ciclofficine sia ospitata da centri sociali i centri sociali non c’entrano con l’organizzazione. Sebbene molti di quelli che si sono fatti le riunioni preparatorie per la ciemmona facciano parte di ciclofficine le ciclofficine non sono le organizzatrici della ciemmona. La ciemmona è non solo nelle parole, ma anche come prassi, incontro “casuale” di ciclisti. La cm non ha capi e una delle dimostrazioni è che, per esempio, ognuno può prenderne la testa o può stampare il volantino che meglio preferisce per spiegare cos’è la cm. Ho partecipato ad alcune delle riunioni di preparazione della ciemmona e ad un certo punto è uscita fuori la concomitanza di date con la manifestazione contro il G8 sulla sicurezza. Proprio per preservare lo spirito della cm all’altezza dell’isola tiberina un gruppo, di cui ho fatto parte anch’io, si è staccato liberamente per andare al corteo dopo averlo proposto al resto della massa. Proprio perché si sapeva che molti non sarebbero voluti venire si è optato per la libera scelta. Proprio perché si è data la possibilità di scegliere nessuno è stato strumentalizzato. Non sei voluto venire, nessuno ti ha messo all’indice o alla berlina. Tu dici cosa c’entra: per me c’entra eccome, libero tu di non vedere la connessione. Per la pratica della bicicletta è prima di tutto un gesto politico (nel senso etimologico, politica è tutto ciò che interessa la polis, la collettività, e usare la bicicletta sarebbe un gesto utile per la collettività) e nello stesso ambito di pratiche ci vedo la mia e di altri adesione alla manifestazione contro il G8 sulla sicurezza. Giravano diversi volantini (ognuno ha fatto quello che preferiva) per spiegare le connessioni tra cm e manifestazione e sul perché non si andava al corteo: come vedi anche in questo caso la libertà è stata assoluta.
Ribadire la presenza di libertà nella scelta di adesione, partecipazione o affiliazione all’evento per ammorbidire la mia sensazione di essere stato strumentalizzato è funzionale ma non risolutivo.
Col tuo discorso hai aggiunto le ciclofficine all’elenco degli attori, e ne prendo silenziosamente atto.
I miei ideali non mi vedono affatto incline a protestare contro un G8 quando all’interno del mio paese vedo la totale assenza di reattività a problemi che mi sono molto più vicini, problemi a mio parere ben più gravi.
Tutto questo premesso, l’abuso che mi sono sentito rivolgere si lega alla mia “percezione” di libertà. Avendo a che fare con me, non potrà mai bastarti dire di aver salvaguardato le mie libertà fornendomi una scelta, altrimenti faresti il gioco sporco della Trinità che nel “canone cristiano” gioca sul ridicolo concetto di libero arbitrio.
Per convincermi del fatto di non esser stato strumentalizzato dovresti provarmi che indistricabilmente il ruolo della bicicletta va a braccetto con le questioni politiche. Menzionare un termine greco e ribadendo un dato di fatto (“l’usare la bicicletta è un gesto utile alla collettività”) non ti aiutano allo scopo. Tra l’altro mi dici che c’erano dei volantini: io non ne ho avuti e tutte le stronzate su locali, feste e negozi che mi hanno voluto mettere in mano mentre ero li le ho accettate e conservate per il tempo di leggerle.
Fermo restando che non provo astio per nessuno, la cosa non mi è piaciuta e di fronte ad una percezione personale della questione – quale è la mia – ragioni e torti diventano realtà assolute ed ingiudicabili.
Un saluto Malaerba.
J
Alt alt alt. Qui nessuno parla di verità assolute o di canoni divini. E io continuo a non essere d’accordo con te.
Ti chiedo quindi di spiegarti meglio: un gruppo nella massa vuole andare a piazza Navona per la manifestazione contro il G8, si separa e avverte gli altri per comunicare la propria scelta, per la cronaca avverte anche me che non speravo di riuscire ad andare al corteo. Come avrebbe dovuto comportarsi questo gruppo per non strumentalizzarti, come dici tu? Cosa avrebbe dovuto fare? Andare in silenzio? A me ha fatto piacere essere avvertito. Non andare proprio? E perché mai? Ognuno è libero di comportarsi come gli pare e quel gruppo voleva andare al corteo, “impedirgli” di andare o di comunicarlo al resto della massa non mi sembra una soluzione accettabile.
Mi chiedi di dimostrarti che l’uso della bici va a braccetto con la politica, forse questo è impossibile, ma posso parlarti dell’uso politico che io faccio della bici. Uso la bici per un moto di rifiuto verso questo modello consumistico: non consumo carburante per spostarmi in città, non faccio girare l’economia comprando l’ultimo modello di motorino o di auto, pure le mie due bici provengono una da una fogna a cielo aperto e l’altra da una raccolta dei rifiuti ingombranti dell’ama. Se tutti, o almeno una parte consistente dei romani, andassero in bici che farebbe bene a tutta la città, meno inquinamento, più endorfine, meno territorio urbano consumato in parcheggi, più piazze pedonalizzate, più silenzio per strada, meno ore della propria vita buttate nel traffico. Poco? Tanto? Non so, decidi tu, io applico questa filosofia anche ad altri aspetti della mia vita. Sia chiaro, dalle mie idee discende questo comportamento, non il viceversa. Poi tu mi dirai che invece vai in bici per questo o quel motivo, ben vengano, mi interessa che tu vada in bici prima ancora del perché tu lo fai. Poi posso solo consigliare un paio di libri, a te e a me, visto che ancora non li ho letti.
Chris Carlsson, Critical mass. L’uso sovversivo della bicicletta.
L’autore è quello che si è “inventato” Critical Mass a san Francisco.
Marc Augè, Il bello della bicicletta.
@malaerba…
al primo paragrafo rispondo…
semplice soluzione: non vai alla CM e vai a manifestare.
dato che il G8 non si lega alla CM ne al concetto di bici, o sposti la CM o non ci vai. il discorso che fai tu mi suona esattamente come quello delle varie paris hilton che tamponano macchine nella capitale: “è, ma che pretende, è lei che deve pagare me dato che si è fermato troppo in fretta!”.
al secondo paragrafo rispondo…
tutto questo non ha a che fare con il G8, per quanto io condivida il tuo atteggiamento nei confronti della bici e del modello ad essa legato che tu auspichi venga adottato dalla nostra società.
tengo presente le tue raccomandazioni.
potresti presentare i libri che hai letto al ciclopicnic. no? se ne parlava mercoledì scorso.
ciao
1) E perché mai? Anche ammettendo che le due cose siano slegate, ma non sono d’accordo, perché se vengo alla ciemmona non posso andare al corteo? Io voglio andare alla ciemmona e al corteo così come c’è qualcuno che va alla prima alla bocciofila e poi all’opera. Tu non puoi impedirmelo e io non ho costretto te a seguirmi.
2) Per chi come me ha anni di militanza e decine di battaglie perse sulle spalle, per chi insomma ha fatto parte di quel movimento che veniva, erroneamente, chiamato noglobal la connessione c’è eccome. La grande forza di quel movimento, che oggi risulta chiaramente vincente sul piano delle idee e questa crisi lo dimostra del tutto, fu nel saldare le varie lotte riconoscendo come causa comune il modello di sviluppo neoliberista. In quegli anni ci ritrovammo insieme ambientalisti, sindacalisti, missionari, militanti, migranti e anche ciclisti critici tutti uniti nell’analisi che era il modello di sviluppo che ci veniva proposto che andava rovesciato.
3) Dovrei prima leggerli e non so se per il momento ne ho il tempo, ma credo che qualcuno dell’allegra brigata li abbia letti, magari puoi proporre in lista che qualcuno ce ne faccia la presentazione.
Chiudo osservando che tutto questo discorso discende dal tuo essere aprioristicamente contro ogni cosa che anche da lontano si definisca politica. Come dicevo invece dentro la militanza e l’attivismo ci sono dentro in vari modi e in varie forme da quindici anni grossomodo, iniziai in un partito per poi diventare quasi subito un cane sciolto. Questi anni fanno parte della mia storia personale e porto anche questi nella massa quando vado in bicicletta. Anche il mio fare un turno in ciclofficina lo vedo come un atto politico. In questi anni ho conosciuto tante persone e anche tanti pezzi di merda. L’impressione che mi dai tu invece è che in tutto questo non ti ci sei mai invischiato, che la politica per te sia solo quella che si legge sui giornali e per quella posso condividere il tuo schifo. Se invece ti facessi un giro per piccole sezioni, centri sociali, associazionismo di vari tipi scopriresti un mondo fatto di persone eccezionali, che si fanno il mazzo nell’ombra e di cui spesso non parla nessuno. Gente che impiega il proprio tempo a cercare di migliorare, magari sbagliando, il posto dove vive o che si impegna in progetti di cooperazione o di volontariato. Gente che saresti felice di conoscere e che come me non esita a definire quel che fa politica.
1)
io ho una visione diversa della questione: smettila di ripeterti. io ti ho ascoltato alla prima botta, tu ancora non mi hai capito. rileggimi.
2)
io rispetto – dico sul serio – quello che hai fatto tu e le persone che come te hanno dedicato il proprio tempo a combattere per cose in cui credevano o credono.
3)
propongo, ok.
mi riallaccio quindi nuovamente al punto due per replicare con la premessa del “tuo” punto 4.
pur senza aver militato come te in movimenti nei quali ne prima ne ora si riflettono i miei ideali, anche io (come tutti) ho una mia storia personale, la storia di una persona che ha seguito un’altra strada.
invece di continuare a studiare ho scelto di andare a lavorare in quanto ho avuto la fortuna di trovare un lavoro che mi piace circa tre giorni dopo il ritorno dalle vacanze estive dell’anno in cui mi sono diplomato. tempo per militare non ne ho avuto: chissà se l’avrei fatto!??!?
francamente non me ne frega niente di scoprirlo. anche io milito e porto fieramente come me la mia bandiera, i miei ideali, le mie idee ma sopratutto le mie scelte. non ho bisogno di schierarmi per far si che certi miei atteggiamenti risaltino, faccio ciò che è insito nel mio essere vivo e basta. chi vuol capire capisca.
anche io – pur non militando – come te ho conosciuto persone magnifiche e pezzi di merda. le prime, pronte a dare senza pretendere nulla in cambio, fiere e corrette; i secondi, figli di quella parte del paese che a modo nostro tu ed io schifiamo, combattiamo e vorremmo cambiasse direzione.
fieramente ti dico quindi che se per portare l’avanti il mio credo e la mia posizione debbo veramente giungere ad “immischiarmi” (lo hai scritto tu) in qualcosa, son felice di non averlo fatto fino ad oggi e spero di non doverlo fare in futuro. sono una persona l’integrità della quale non può esser messa in dubbio da chiunque mi conosca, te compreso spero… e questo mi abbasta.
riguardo la gente che tu speri io possa conoscere, anche io ho un buon carnet di personaggi degni di una qualche attenzione. non militano, non manifestano contro il G8 e non sono invischiati in alcunché ma ognuno di loro, a modo suo, auspica che la nostra società prenda la medesima piega da te agognata.
ognuno per questo combatte giornalmente la sua lotta personale.
In effetti sul punto 1 continuiamo a ripeterci entrambi.