Cosa ha da invidiare (oltre che sudore, capelli sciolti al vento, un palco e distorsioni) questo brano ad un buon pezzo prog?
Cosa mi chiedo?
Franga
Cosa ha da invidiare (oltre che sudore, capelli sciolti al vento, un palco e distorsioni) questo brano ad un buon pezzo prog?
Cosa mi chiedo?
Franga
S t u p e n d o!
(Se non sbaglio, era la sigla di un dj di Radio Rock…circa 20 anni fa…)
hm…non lo so , devo provare ad ascoltarlo mangiando peanuts per vedere che effetto fa!
Proverei anche la versione Diz’n'Bird at Canergie Hall.
Io non sono obiettiva sul jazz, quindi tutto quello che scrivo può, deve, essere regalmente ignorato e rubricato come faziosità, me lo merito.
Ciò detto, per quanto mi riguarda, non credo – ma è fede, la mia – che ci sia un pezzo bebop che abbia qualcosa da invidiare a un pezzo prog.
Così come non penso ci sia un pezzo free (e, principalmente, sommamente, un pezzo di Ornette Coleman) che ha qualcosa da invidiare a un pezzo noise – foss’anche il più bel pezzo del più bell’album dei Sonic – quanto a capacità di destrutturare qualunque residua certezza mi possa sovvenire di avere. Dei due, sempre imho, la direzione del sentimento d’invidia è più probabilmente quella inversa. Ma accetto improperi, critiche e osservazioni alle quali, conscia della mia malsana monotematicità musicale, risponderò: “Touché”.
Per il resto, ora metto Thelonious, e mi commuovo.
@flenga:
>Ciò detto, per quanto mi riguarda, non credo – ma è fede, la mia – che ci sia un pezzo bebop che abbia qualcosa da invidiare a un pezzo prog.
E’ – parola per parola – ciò che ho sempre pensato al riguardo. Il problema è trovare livelli di esecuzione ed interpretazione di brani jazz che siano veramente all’altezza della sfida (se mai sfida c’è stata).
Per il free esistono parallelismi con il rock-metal, ma parliamo di atmosfere che non mi catturano in modo così immediato come è accaduto con questo brano. Diciamo meglio: esistono veramente parallelismi tra il rock-metal ed il free?
Mi vado a cercare l’esecuzione che hai indicato.
Cià