Articolo abbozzato l’11 Luglio. L’ho mantenuto così come scritto originariamente.
Amici, sto per scaraventarvi nella follia del discorso al quale ho assistito Giovedì al bar davanti all’ufficio di via Val Cannuta a Roma. Ho parecchie cose da dire, quindi mettetevi comodi.
L’argomento è DIETE. Come chi mi conosce sa benissimo, da sempre io sono fermamente contrario alle diete. Sono convinto che la dieta sia equilibrio, non il mangiare questo o quello ferendosi nel profondo dell’anima. Chiaramente, riguardo questa mia concezione e l’esposizione che seguirà, bisogna considerare che tutto riguarda la mia posizione personale: tenetelo presente nell’attribuire un peso alle mie parole.
Sono anni che continuo a dire che non si può allo stesso tempo privarsi volutamente di cibo rimanendo nel contempo sani di mente. Ad un certo punto la mente – prima di sfasciarsi sotto il peso di stress, bambini che strillano, traffico, impegni, colleghi stronzi, parenti serpenti e fatti della vita – tenta di auto-proteggersi ricercando nel cibo l’appiglio per non affondare. Chiunque si sia sottoposto ad una dieta, in tali circostanze inizierà a mangiare più di prima.
Il ciclo dell’anoressia-bulimia parte da un malessere interiore e sfocia in atteggiamenti patologici e pericolosi, ma non c’è bisogno di arrivare a tali situazioni limite per riconoscere negli atteggiamenti alimentari di alcuni nostri simili i segni di un cedimento imminente.
Donne che provano ogni prodotto dimagrante esposto sugli ampi banconi delle farmacie, cercano diete dissociate, interpellano 3 dietologi e ricorrono a cicli di allenamenti estenuanti per poi tornare al peso di partenza dopo pochi mesi. Come si spiega tutto ciò?
Ve lo spiego subito, ma prima consigli per gli acquisti…

Torniamo in studio per parlare di ignoranza. Le persone non sanno assolutamente cosa stanno mettendo in bocca. Io non sono un medico, non sono uno studioso nel campo della dietologia, non sono un chimico e non faccio l’istruttore della palestra… ma uso Google.
Basta perderci un po di tempo e si possono capire un sacco di cose. Cosa fanno i grassi e come interagiscono tra di loro, cosa fanno gli zuccheri e come si differenziano, come il corpo usa le calorie, cosa fa il fegato, cosa fanno i reni, cosa è il metabolismo e come influisce su tutte le menate precedenti sono tutte informazioni disponibili sulla rete, su montagne di libri e sono tutte informazioni che qualsiasi dietologo sarebbe felice di condividere con chiunque si dimostrasse seriamente interessato.
Invece il dietologo è costretto a dare un foglietto con la prescrizione della dieta, istruire il paziente a quattro stronzissimi accorgimenti e mendarlo via: ai pazienti non interessa di capire come gira il fumo! I pazienti vogliono solo dimagrire a tutti i costi: le persone tendono all’ignoranza cosmica e si incazzano quando distolte dalla meta prefissata.
Ogni anno sento nominare la “Prova costume” e mi incazzo a dismisura per l’idiozia di tale usanza.
Che io sappia nessuna dieta cura l’idiozia. quindi a che serve rovinarsi la vita dando retta a certe stronzate? Mi piacerebbe poter pensare ad un mondo in cui ognuno possa vivere una vita fantastica, mangiando ciò che vuole, felice ed incurante dell’altrui giudizio.
Nel corso del tempo invece la pubblicità ci ha portato a pensare che sia corretto mangiare ciò che viene pubblicizzato maggiormente. Credo sia naturale per un essere umano ricercare ciò che maggiormente viene usato dai propri simili.
- Vedo gente magra in TV? Voglio dimagrire.
- Vedo prodotti dimagranti in TV? Ne compro parecchi.
- Vedo la pubblicità di Kinder Fetta al latte? Ingrasso.
- Vedo le veline? Voglio dimagrire.
- Vedo MediaShopping? Voglio un attrezzo per la palestra dentro casa, che poi sticazzi di dove lo metto: sono ancora nella fase del “devo dimagrire”.
- Vedo la Coca Cola? Ne compro 20 bottiglie… ingrasso.
- Vedo Buona Domenica? Devo dimagrire, faccio schifo.
- Vedo i consigli del dietologo dalla Clerici? Voglio un dietologo.
- Vedo il peso sulla bilancia che non cala? Il mio dietologo è un coglione.
No, sei tu la stronza e no, sei tu lo stronzo!
Perché se il dietologo ha scritto che a colazione devi mangiare uno yogurt, la frutta, un caffé con un cucchiaino di zucchero (meglio senza) o un cappuccio e due fette di pane con la marmellata, sicuramente non intendeva farti ingurgitare il mezzo litro della Muller, 2 banane, due cappucci tra casa ed il bar ed un pacco di fette biscottate del Mulino Bianco!
Se sulla dieta c’è indicato un primo pasto ed un secondo pasto, non puoi in mezzo metterci altri 12 spuntini inutili: biscottini, una fetta di pane, un cucchiaino di zucchero per ognuno dei 4-5 caffé che ti fai durante il giorno, l’amaro se mangi al ristorante, etc.
La dieta è bilanciata sul tuo bisogno reale di calorie giornaliero, meno qualcosa, in modo che tu possa attingere alle tue riserve energetiche supplettive (la ciccia) dimagrendo giorno dopo giorno. Se tu fai come cazzo ti pare non dimagrisci; se non capisci cosa mandi giù con uno yogurt, una fetta biscottata, i crackers o un cappuccino, stai tranquillo che non dimagrisci; se tu non accendi il cervello continuerai a fare su e giù per tutta la vita e mai perderai peso se non in termini di materia grigia.
Chiaramente c’è un’alternativa alla privazione alimentare e riguarda l’utilizzo delle calorie ingerite. Se tu continuassi a comportarti a tavola come un campione olimpionico, ma ti dessi una piccola regolata aumentando il tuo fabbisogno energetico giornaliero, sicuramente non ingrasseresti ulteriormente e probabilmente inizieresti a perdere peso. Ma non puoi fare “leva e metti” nemmeno con questo sistema! Se tu inizi a fare sport, perdi qualche chilo e riabitui il tuo corpo a consumare il 20% in più di calorie al giorno, nel caso dovessi interrompere l’attività fisica ti troveresti veramente nei guai. Il corpo ora sarebbe abituato a fare moto per il 20% delle calorie in più e quindi sarebbe predisposto ad elaborare e predisporre questo apporto energetico aggiuntivo giornalmente: se smettessi di usarlo improvvisamente torneresti a prender peso. Che vogliamo fare, caro il mio corridore della domenica?
Insomma, secondo me l’equilibrio parte dal decidere che bisogna darsi “una regolata” (inteso letteralmente): si inizia col limitare gli eccessi, poi si impara l’elenco delle cose dannose e le si limita (non elimina), poi si mangia un pochino meno zuccheri (senza mai smettere di mangiare quello a cui si è abituati) e quindi si inizia a fare un pochino di sport.
Tutto questo non in 2 mesi prima dell’estate, ma in 5-6 anni cazzo! In questo modo il cervello non frigge.
Tutta questa menata di idee premessa, mi accingo a raccontarvi dell’essere che mi è capitato accanto al bar davanti all’ufficio, un uomo adulto provvisto di camicia buz-conforme, sui 110 kg di peso ben distribuito (diciamo alla “Gerry Scotti”) e che – protagonissta indiscusso di questo articolo – chiamerò Re Tuc.
re – “no, semplicemente cerco di darmi una regolata”
my lady – “va bene, ma fammi un esempio”
re – “guarda, cerco di mangiare di meno. l’unica cosa che proprio non riesco ad eliminare è il vino al pasto”
my lady – “vabbè, ma quanto ne prendi?”
re – “beh, diciamo che una bottiglia mi dura due giorni”
my lady – “beh, mi sembra un pochino troppo, sopratutto se la tua intenzione è perdere peso!”
re – “eh, ma quello proprio non riesco a negarmelo, del buon vino a tavola fa metà del pasto.”
my lady – “guarda, dovresti cercare di scendere sotto il bicchiere a pasto, magari se riesci ad evitare comletamente di bere alcolici la sera!”
re – “va bene, comunque non riesco proprio a toglierlo…”
my lady – “e senti, a livello alimentare come ti comporti?”
re – “innanzi tutto a colazione ho eliminato il burro. normalmente faccio colazione al bar e mi prendo un cornetto ed un cappuccino. ora ci metto solo un cucchiaino di zucchero.”
re – “beh, si. al pranzo ci arrivo.”
my lady – “e quello che stai mangiando oggi ti è sufficiente fino a sera?”
re – “sisi, tanto il pasto grande della giornata finisco sempre per farlo alla sera. lo so che è un’abitudine sbagliata, ma sai, con il lavoro che faccio è una questione pratica.”
my lady – “certo, la sera dovresti cercare di limitare i carboidrati dato che poi andando a dormire non puoi consumarli!”
re – “sisi, infatti la pasta la mangio a pranzo.”
re – “ok, guarda prendo ieri sera a titolo esemplificativo. ieri sono uscito dall’ufficio ed ho comprato della carne.”
my lady – “che carne?”
re – “ho preso della carne di manzo, due bistecche. sono arrivato a casa e mi son messo un attimo a guardare la tv. nell’attesa, mi sono messo a mangiare un pacchetto di tuc.”

Farina di frumento 72,5 % – Grasso vegetale – Sciroppo di glucosio – Estratto di malto – Uova – Sale 2,5 % – Agenti lievitanti : carbonato acido di ammonio, carbonato acido di sodio – Agenti di trattamento della farina : Solfito di sodio – Proteine del latte – Lattosio.











Caro Joe, la mamma degli stolti è sempre in cinta!!!
Del resto il discorso è comunque molto complesso.
Il tuo è un buon punto di vista generale sull’argomento, anche se condito giustamente con le tue opinioni personali a riguardo che in gran parte matchano con le mie : mangiare in modo salutare (con piccoli peccati di gola, equilibrato e fare attività fisica, tutto funziona meglio!!!
Mi verrebbe da scrivere un articolo parallelo citandoti…chissà.
Per adesso mi limito a dire che la signora rompeva un po’ il cazzo però eh, e Re Tuc sul vino ha un po’ ragione, anche io faccio fatica a non berne (il che non significa che non ci riesca) sui TUC non commento proprio, aggiungo solo che oltre ai grassi (grasso vegetale??? Vogliamo parlarne? Che grasso vegetale? Perché non me lo dici? Che ci hai messo dentro?????) il SALE gioca un ruolo fondamentale nello stimolare l’effetto ciliegia.
Ora vado a mangiare…un bel pacchetto di TUC, ovviamente! (magari col burro…)
@harlock: hai ragione, la signora rompeva il cazzo, però è stato lui a dire la boiata della dieta.
Questa magari voleva solo accertarsi che fosse l’idiota di sempre?!!?
*** ho corretto un paio di errori madornali di trascrizione ***