
Per scrivere quest’articolo devo restare calmo: respira… fffffffffffu… ffffffffffffu…
Ieri sera mi sono messo in testa che avrei dovuto pubblicare la seconda parte dell’articolo sul viaggio in Galles. Dopo una serata con amici, sono tornato a casa e mi sono messo a risistemare ciò che avevo redatto circa 10 mesi fa, finendo col fare le 5 del mattino. A quel punto non c’è stato proprio verso di dormire, viste le cose che mi frullavano per la testa.
Questa sera pensavo di rassettare casa, lavare un pochino di cose, prendere un gelato e quindi addormentarmi dopo un paio di episodi di Legend of the Seeker. Invece non sembra che voglia essermi data la possibilità di conformarmi alla plebe in quanto continuano ad accadere intorno a me cose strane.
Non che io sia poco attento, ottuso o alla ricerca di guai d’altronde. Mi si può forse attribuire una certa senilità, che però con vicende contingenti ha ben poco a che vedere. Inoltre è vero che son senile tanto da meritare tale appellativo, così come è vero che ricordo però a distanza di anni tipologie di dettagli che ritengo importanti e che molte persone dimenticano come nulla fosse. Si narra che io sia senile quando mi fa comodo.
Insomma, viaggio attraverso il mondo come tanti: l’unica cosa che mi distingue dalle persone che conosco è il proposito di lasciare che sia il mondo a scorrere sotto di me piuttosto che il contrario. Chi mi conosce bene è a conoscenza del fatto che osservo una rigida dieta alle abitudini. Ed ecco a cosa porta…
Vi ricordate che ho dato un ultimatum nientepopodimenoché a Dio in persona? Ecco, sembra che la questione abbia generato una echo nella mia vita e tra i corridoi del Vaticano. Di questa cosa è logico che non voglia pubblicare i dettagli: ne sto discutendo con il mio amico e confidente Dan Brown che è impegnato alacremente nella raccolta di appunti per la stesura del suo nuovo prontuario di cazzate.
La chiesa dalla quale ho lanciato l’ultimatum di cui sopra si trova nel centro storico della Capitale e ne ho fatto già menzione nel precedente articolo. Oggi l’autobus che avevo preso a via del Corso per andare a casa si è fermato li davanti ed io sono stato spinto fuori dalla calca. Le porte si sono chiuse ed io sono rimasto imbambolato davanti alla Chiesa. Non che avessi fretta, anzi non mi interessava proprio niente di arrivare in orario.
Così ho tracciato i confini dell’accordo e mi sono messo a fare ciò che la volta scorsa avevo amabilmente tralasciato: ho dato uno sguardo alla Chiesa. Non male! C’è un plastico di un maestro ebanista che ha cercato di immaginare una chiesa immensa che avrebbe potuto raccogliere ed accogliere tutti i popoli del mondo in un solo credo. Caso curioso vuole che tale credo sia proprio lo stesso brandizzato da Vaticano S.p.A.
Sono andato a casa, ho fatto tutto ciò che dovevo e poi sono uscito in bici per andare a prendere un gelato.
Guardate che è difficile da raccontare! Credetemi, non so da dove cominciare…
Prendiamo il gelato con il Tenente Paolo Kojak, raggiungiamo la fontanella, beviamo come cammelli e ci mettiamo a chiacchierare. Il discorso verte sulle serie-tv. Non è strano che tra me ed il tenente si giunga a parlare di questo.
Così lui mi dice che ha iniziato a vedere Kingdom Hospital, me ne racconta tutti i dettagli sulla realizzazione, io lo blasto come sempre informandolo che non me ne frega niente, lui rosica… le solite cose. Poi discutiamo delle serie che stanno per iniziare nuovamente e tra le tante io nomino Supernatural.
Paolo mi chiede di cosa si tratti perché ne ha sentito parlare (proprio da me, immagino) ed io gli spiego che è esattamente come Buffy, solo che al posto di una mandria di gnocche al seguito di Sarah Michelle Gellar ci stanno due protagonisti maschili che non dicono tutte le battute che si sentono in Buffy.
Nella serie i fratelli Deen contrastano il male combattendo contro mostri, vampiri, fantasmi e cazzate varie. Spiego a Paolo come nella prima serie i fratelli siamo alla ricerca di loro padre e come per trovarlo utilizzino il suo stesso diario che li porta ad incontrare mostri e stranezze. Mentre gli spiego ciò, noto che dal marciapiede si avvicinano due persone e ci guardano.
Proseguo nella spiegazione e dico a Paolo che la seconda serie invece è sviluppata intorno al mito del patto col diavolo: nell’istante in cui pronuncio le parole “patto col diavolo” i tizi ci passano accanto. Trattasi di un ragazzo ed una donna, lei sui cinquanta e lui sui 35 anni circa, vestito con una canottiera e recante uno zaino in spalla. Il tizio si ferma proprio accanto a noi ed inizia a fissarci ascoltando con attenzione ogni parola.
io – “Insomma Paolo, hai presente il classico patto col Diavolo fatto all’incrocio di una strada? Come in quel film sul musicista che per imparare a suonare bene la chitarra blues fa un patto col Diavolo! Hai presente?”
paolo – “No.”
io – “Vabbè, se chiedi a Checco Amore te lo dice al volo. Comunque è la storia di questo ragazzo che vuole imparare a suonare veramente bene la chitarra e fa sto patto. Il film si basa sul mito di un musicista realmente esistito la cui leggenda narra che egli abbia imparato a suonare proprio stringendo patti col Demonio. La particolarità del film è che l’interprete di tale musicista, il giovane ragazzo protagonista, suona davvero ed è incredibilmente bravo.”
paolo – “Vabbè, chiederò a Checco.”
io – “Ecco, in Supernatural c’è proprio una puntata che inizia all’incrocio di una strada perché il mito vuole che mettendo in una scatola le unghie o i capelli di colui che…”
Il tizio annuisce vistosamente e prorompe con la sua inattesa favella – “SISI, E’ TUTTO VERO PERCHE’ LE UNGHIE O I CAPELLI, PEZZI DEL CORPO DELLA PERSONE, HANNO UNA ENERGIA CHE CATALIZZATA OPPORTUNAMENTE può attirare forze oscure!”.
Io e Paolo ci guardiamo. Non so come spiegarvelo a parole, ma a me è sembrato di aver fissato Paolo per 10 minuti di orologio. Nei nostri sguardi stavamo cercando di capire:
- chi avrebbe dovuto rispondere
- come avremmo dovuto rispondere
- chi fosse questo
- se ci saremmo dovuti incazzare
- se mai la tizia con la quale questo andava in giro, bloccata dal semaforo rosso, ci avrebbe mai potuto salvare
- perché tutte a me? non a Paolo, a me, perché tutte a me? ma proprio tutti i pazzi di Roma, perché vengono a me?
- ma – questione più importante di tutte – come fare a non sbottare a ridere?
paolo – “Guarda che stavamo parlando di una serie-tv!”
tizio – “AAAAAAAAAAAAAh, una serie-tv.”
io, girandomi verso paolo – “ed insomma, la puntata inizia ad un incrocio di una strada…”
tizio – “Comunque tutto torna, perché le unghie insieme ai capelli…”
io – “No, secondo me non hai capito che stiamo parlando!” (ma non avevo capito io, fidatevi)
tizio – “No vedete, io porto la parola di Gesù Cristo!”
La bocca di Paolo non mi piace per niente. Nono! Una bocca in condizioni normali non dovrebbe tremolare a quel modo senza emettere suoni. La bocca di Paolo sta subendo una pressione eccessiva, piazzata li da sola a dover reggere alla valanga di risate che c’è dietro. Come chiedere ad un essere umano uno sforzo del genere? La mia paura è che la bocca di Paolo si stacchi di punto in bianco rilasciando una valanga di risate distruttive: devo fare qualcosa.
io – “Senti, secondo me sei capitato veramente male qui in mezzo. Se te ne vai magari riusciamo anche a parlare!”
tizio – “Ma è scritto anche nella Bibbia nel versetto 23 che il kernel di linux deve essere compilato con le librerie lib-god-2.34.5 altirmenti si inchioda…” (o qualsiasi altro blablame lui abbia citato testualmente ed a memoria dalla Bibbia)
io – “Solo che a noi non ce ne frega niente, ma proprio un cazzo.”
Ed a questo punto è successa una cosa che mi farà ridere per mesi. Potrò essere triste, depresso, felice, ottimista, potranno succedere incidenti o potrebbe accadere che io finisca col vendere organi. In qualsiasi momento qualcuno dovesse avvicinarsi a me ricordandomi cosa ha detto Paolo questa sera al pazzo che ci è venuto a parlare della Bibbia in mezzo a via Appia mentre noi si discuteva di Supernatural, io scoppierò a ridere. E’ comicità pura amici.
paolo, serio come MAI l’ho visto nella mia vita da quando lo conosco – “Siamo atei.” (sguardo attonito, occhi sbarrati, bocca perfettamente orizzontale senza increspature, stile Garfield)
Come si fa? Dico io Paolo, come fai ad essere così incredibilmente ricco di coraggio da poter pronunciare così seriamente queste due paroline girandoti poi verso di me senza scoppiare assolutamente a ridere? Come hai fatto? Io mi sento male, ancora rido. Ma non è finita, chiaramente non può che esserci una replica da parte del nostro nuovo amico.
io, rischiando di morire – “Ecco, hai sentito il mio amico?”
tizio – “Voi dite così ma Cristo è dentro di voi in ogni momento.”
io – “No, ci sono antibiotico e gelato dentro di me: ora hai finito e te ne vai? Che dici?”
tizio – “Non dite così: dovete sapere che io sono il Profeta e so come andrà a finire.”
Nuovi sguardi tra me e Paolo, completamente interdetti. La risata dentro di noi era stata appena arricchita con idrogeno ed una risata H non è stata mai contenuta nella storia dei popoli!
io – “Ascolta, questo per me non è un buon periodo di vita, non sono tranquillo e tu inizi leggermente a cagare il cazzo. Te ne vai per cortesia?”
IL PROFETA – “Cristo dice che il blablame consunto del buiacco infrange il silenzio della fede e svilenca la stige!” (ciò che io ho capito)
voce dal semaforo ormai verde che chiama a se IL PROFETA – “Lasciali perdere: non vogliono ascoltare! Andiamo.”
I due si allontanano verso Ponte Lungo.
In questo momento sono galvanizzato dall’accaduto, emozionato per l’evento, glassato della potenza di Cristo che in una sola giornata mi ha portato prima in Chiesa contro la mia volontà ed a San Giovanni ha fatto si che io potessi incontrare addirittura IL PROFETA. Non si dica che Dio non prende sul serio gli ultimatum e non mi fate più sentire che Gerusalemme è evocativa e blablame vario: a Gerusalemme ce l’hanno IL PROFETA?
Non sono francamente in grado di costruire un finale o di mettere in piedi una morale sulla base dell’accaduto. Semplicemente posso affermare che il periodo è veramente strano, mattonato di sorprese, intonacato ad incertezza, verniciato a sofferenza ed ogni giorno la mia capacità di comprendere ciò che mi accade intorno sta venendo meno… ma anche no.
Forse “ora che ho perso la vista, ci vedo di più”.
Franga











Sottoscrivo e firmo. La cosa che ha destato in me più meraviglia (la taumazein greca =) è non ciò che ha detto ma come l’ha detto: con una panza da mangiatore assiduo di McBurgerKingMania ed una faccia da essere incolto, nel senso di ignorante! Non è finita, il tizio ha pronunciato quelle meravigliose parole che hanno colmato la mia felicità in perfetto stile bòro, in romanaccio periferico. Direi ER Profeta.
Dio, ti ringrazio, perchè sai come rendere imprevedibili le mie giornate.
Amen
ahahahahaha. non ho veramente parole.
…stupendo…
Il chitarrista che ha fatto il patto dovrebbe essere Robert Jhonson, i Negrita c’hanno fatto na canzone…
Cmq sei una calamita per i matti!
Certo che te ne capitano di tutti i colori!
Torno comunque a ricordarti che dIo non esiste. JJ chi lo sa, magari è anche esistito…mi farebbe comodo trasformare l’acqua in vino quando non ho voglia di fare la spesa…! Anyway! Potevate almeno stare a sentire quello che aveva da dire Holy Prophet no?! Magari vi dava una dritta per il superenalotto!!!
@Sor Pampurio: Grande SorPa!
per chi volesse sapere un po’ di più : http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Johnson_(musician)#Devil_legend
Miticuzzo!
Magistrale, franga. A questo episodio (e alla tua narrazione del medesimo) va la palma di “Oggetto/ evento da Wunderkammer della surrealtà” della settimana.
Certo, oggi è solo mercoledì e tecnicamente parlando la settimana è ancora lunga ma, se ti dovesse succedere qualcosa in grado di oscurare ER Profeta, potrà essere solo un eventuale incontro con Atahualpa o limitrofi e, a quel punto, dovremmo tutti rivedere una serie di priorità. Ovvero: non è che puoi andare in giro dicendo: “Ho un amico che ha visto Atahualpa” e vivere sereno, no? O no?
Una sola chiosa: pessimo self-marketing, ER Profeta, quando dice che “sa come andrà a finire”: cheffai, profeta, mi racconti la fine del film?
Ad ogni buon conto, nella respirazione pare sia fondamentale il gesto delle braccia flesse con polpastrelli quasi a contatto in modo che le mani spingano l’aria verso il basso: fffffffffffu… ffffffffffffu…
E, per finire, questo profeta mi ha per un attimo fatto accantonare il mio wise man di riferimento:
Oh oh people of the earth!
‘Listen to the warning’ the prophet he said
For soon the cold of night will fall
Summoned by your own hand…
cià
@flenga: grazie.
Per incontrare Atahualpa dovrei andare in viaggio in Perù dopo aver lanciato un ultimatum a qualche divinità locale. Si può fare.
Riguardo il “so come andrà a finire” c’è un risvolto importante. Ero terrorizzato dal pensiero che lui tirasse fuori a parole qualcosa che non avesse dovuto sapere, dimostrandomi così di essere veramente a conoscenza del “finale” e francamente vorrei vivere questo finale senza spoiler. Quindi è bene che IL PROFETA non parli a chi non vuole ascoltare.
Infine, la terra tremerà mentre nell’oscurità la gente fuggirà impazzita, ma l’amore non può morire.
Nonostante tutto “sono ancora intimorito dal pazzo e di lui non rido”. (in assoluto è il più bell’album secondo me)
ma tutti tu li incontri??
AAh, mi sono ricordato un particolare. Il tizio, dopo avergli detto che sono ateo, oltre a dirmi “Voi dite così ma Cristo è dentro di voi in ogni momento”, ha avuto il coraggio di continuare, dicendomi di fidarmi di lui, perchè io crederò. Era veramente Er Profeta, questo tizio ha visto il mio Spirito. Dio, insegnami l’arte dell’occultamento!
@Paolo: Magnifico!
Saresti dovuto stare al gioco cominciando a comportarti come John Belushi in The Blues Brothers dicendo di aver visto la luce e facendo capriole allontanandoti dal maramaldo!
Joe poteva filmare tutto.
Vabbè, alla prossima…