Il Ministero della Marina

Presente quando affermo che ogni giorno per me è diverso quando vado in ufficio? Mi capite quando affermo che non c’è percorso uguale che io abbia fatto per andare e tornare dall’ufficio da Luglio ad oggi?

Secondo me non vi rendete conto.

Oggi sarei dovuto tornare in macchina ma non mi andava. Vado a vedere gli orari delle navette e vedo che quella più logica da prendere era partita da dieci minuti. La successiva sarebbe stata alle 2015.

Continuo a trafficare con email ed attività varie in sospeso ed arrivo alle 2010. Mi faccio una corsa verso la navetta, salgo in questo piccolo furgone attrezzato con otto posti, ne scelgo uno e mi rilasso dopo aver avviato gli Avenged Sevenfold nelle mie cuffiette, opportunamente calcate oltre il limite della corteccia cerebrale.

Arrivati in prossimità della Flaminia noto che il tizio va dritto invece di svoltare a destra per il Lungotevere, come fanno invece i suoi colleghi che guidano le navette da 50 posti. Resto in silenzio ed il tizio prosegue sulle rotaie del tram, dritto come un fulmine.

Dentro di me penso “Maddai! Hanno cambiato percorso: questo è molto più efficiente e si fa sicuramente prima ad arrivare a Piazzale Flaminio! Che bello.”. Finito di pensare, la navetta sterza a destra, si ritrova obbligatoriamente DENTRO il parcheggio del Ministero della Marina e l’autista inizia a bestemmiare sottovoce.

L’istante in cui questo accade è ben chiaro: vedo che il semaforo è verde ma il veicolo rallenta, l’autista guarda bene a sinistra, quindi a destra, il semaforo scatta giallo, l’autista accelera e si immette nel parcheggio del Ministero. Nell’istante in cui il furgone si ferma, un cazzotto cala contro il cruscotto e partono le bestemmie. Io sono piegato in avanti e mi tengo la faccia per non dare a vedere le mie risate.

Da dietro un tizio fa “Ma questo è il Ministero della Marina!” e l’autista “Sisi, ho sbagliato”, quindi sussurrando “… mannaggioilpadrecristoiddiodellamadonnainforchettatadaquelbabbuinodellarcancelo…”, il tutto mentre fa manovra e torna in retromarcia verso un punto in cui poter imboccare qualche dannato vicolo per tornare sul Lungotevere.

Risultato: pochi minuti persi, tempo di percorrenza leggermente allungato, curiosa rottura della routine e mia gratitudine eterna per quel genio che guidava la navetta.

Capite cosa mi succede GIORNALMENTE quando sto in giro? Lo capite veramente?

Franga

2 Commenti

  • Ma ti interessa così tanto che noi ti si capisca?!Ma ti si capisca veramente?

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  • @harlock: Capitano, assolutamente si.

    La tua domanda mi fa riflettere.
    Potrebbe essere che io abbia sottosotto il terrore che le persone che ho intorno non mi capiscano.

    Cioè… se non sono d’accordo con me – lo sai – me ne fotto. Se le persone che ho intorno non mi seguono: sticazzi.

    Ma se non capiscono il mio pensiero, il perché faccio le cose, allora è grave. In particolare è grave quando a spingermi è la mia indole caotica e non un pensiero razionale!

    Fosse un pensiero razionale a spingermi in alcune direzioni sarei matto, invece la follia decade rispetto all’adozione del criterio istintivo.

    Devo saltare un paio di notti di sonno e pensarci su…

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