Tope, incontri, Pony, scontri, cinema, Monti, deserti e viltà

Esistono giornate strane.

Non le senti nemmeno arrivare e – diciamolo – questo è strano, com’è strano che la gente non si accorga del cambiamento.

La mia giornata di ieri per esempio è iniziata col trascinarmi verso la porta per prendere la bicicletta e trovare la Topa che ballava in mezzo alla strada. Perché se sei una bella ragazza, dei turisti spagnoli ti chiedono un’informazione e il capo non c’è, tu Topa cosa potresti fare di diverso dal ballare negli spazi del corso Vittorio Emanuele II?

E’ proseguita – questa strana giornatina – in ufficio e con una scena curiosa: fumavo li fuori quando è arrivato un essere strindente, quasi urlante, dai toni sgradevoli che con fare impertinente a me si è rivolto dicendo così:

“eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeed io che sono carletto, l’ho fatta nel letto, l’ho fatta nel letto; l’ho fatto perché son reietto, un essere infetto di questa città”

No, seriamente… ahahahhaahha, seriamente! Ahahahahahah, ma che vuol dire “seriamente”? Anche i funerali non sono più seri e cosa daltronde ci dovrebbe essere di serio nel guardare la morte? Con questo giochetto della morte fan sembrare la vita uno Schérzo (sempre detta alla Elio).

Scusate la parentesi di Carletto ma la frase che avrebbe accompagnato le parole dell’essere, troppo si prestava come intro del brano. Dicevamo che l’essere mi ha GIUSTAMENTE ricordato che avevo preso un impegno e che lo stavo disattendendo da tre girni, un impegno il non rispetto del quale avrebbe causato dei fastidi a lei.

Ora, volendo glissare sul fatto che per lei nello specifico i fastidi non sarebbero stati niente di più che una telefonata ed un paio di domande alle quali rispondere con le solite cazzate all’intaliana e volendo anche considerare il fatto che aveva ragione, c’è da dire che il mio stipendio non copre l’attività di “Sopportazione degli esseri purulenti che con voce stridente ti fanno così: eeeeeeeeeeeeeeeeed io che sono…”. Scusate tutti tranne una Topa.

La scena si è svolta li fuori, di fronte a parecchia gente: ho dovuto decidere in fretta.
Opzione A – “Ma chi cazzo ti credi DA S? Forse a quel cojone de tu marito je poi pure parlà così, ma per me te ne poipureannaffanculo!”
Opzione B – “Ok, faccio giustamente ciò che mi chiedi e lo faccio perchè hai ragione. Una volta risolta la questione, qualunque cosa mi chiederai in futuro nella tua vita (fosse anche una dannata matita) ti risponderò “Sissì” per poi tornare al mondo dei miei impegni senza cagarti minimamente.”
Opzione C – Rimediare al volo il mio eeePC già rotto e darlo di spigolo contro lo zigomo dell’essere.
Opzione D – Farele un lungo discorso sul fatto che così non ci si rivolge a nessuno e spiegando con “cortesia e champagne” (il mio nuovo film) le mie ragioni.

Ho chiamato casa e mi son fatto aiutare, come nel famoso quiz televisivo: pensando ai modi di mia madre, ho scelto la B.

Ho chiamato un Pony Express, l’ho mandato da mia madre – per l’appunto – a prendere sto coso che voleva ‘sta cosa qui, come si chiama? L’essere!
Il Pony ha portato il pacchetto in ufficio, l’ho consegnato all’essere e lui tutt’un tratto m’ha fatto così: “eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeed, io che…”. Non ce la faccio: m.m.m. (mo me mor’).

Nel pomeriggio sono stato coinvolto in una conversazione via email che è durata più di ventidue messaggi ed alla quale ha anche preso indirettamente parte Chuck Norris. Sono uscito dall’ufficio per raggiungere Frà a Campo dei Fiori dove era li a comprare rose ed elargire sorrisi a colleghe ed amiche, quindi ho raggiunto Giulio e Paolo al cinema. Ci siam visti Ironman 2, ho lasciato i fanciulli – l’uno prode cavaliere della sua Guzzi e l’altro Poro, causa polso ancora ingessato – ed ho raggiunto buona parte dell’OP in un locale a Monti.

Di ritorno da Monti cammino tranquillo e passo vicino a delle persone: riconosco la voce di Andrea e ti becco nientepopòdimenoché Andrea, Simone e Giuliano!
Il percorso da Monti all’OP e dall’OP a casa da me però ha evidenziato il carattere strano della giornata.
Ieri sera mi è capitato di incontrare moltissime persone che vedo decisamente spesso, alcune per caso, anche gente che esce raramente nel mezzo della settimana. Di contro, Roma era completamente vuota. Palestre, marciapiedi, vie come la Nazionale, quella del Corso o di Guglielmo Il Marconi deserte, non un individuo a passeggio, non uno turista spagnolo a chiedere informazioni. Eppure, noi in giro a cazzarare. Ma che è successo? Non era poi nemmeno tanto freddo li fuori, anzi!

Vabbè, andiamo alla chiusura, suvvia! Vorrei scrivere una cosa molto critica che mi gira nella testa da qualche tempo, ma la tengo per me e pochi eletti, dato che non mi va di ferire innocenti.

Ero in bagno al cinema, con Paolo che con una sola mano (si’ori e si’ori) liquidava il suo Di Troppo e Giulio al mio fianco che reggeva ben due caschi e due borse. Io ero intento nel difficile compito di lavarmi le mani quando, nell’asciugarle ho semplicemente deciso di ruotare l’erogatore dell’aria verso l’alto. Quando mi sono guardato alle spalle la situazione era più o meno questa e sono scoppiato a ridere. Ho riso fuori dal cinema, ho riso al pub, ho riso in strada, all’OP e rido tutt’ora.

Presente i gruppi metal che io tanto ascolto? In questa foto Giulio impersonifica perfettamente il ruolo del cantante finlandese super fierissimo la cui icona fa da copertina a non so quale album. Io lo trovo geniale davvero.

Questa foto la devo assolutamente stampare. Spero che anche il soggetto si trovi spettacolare, perché per rimuovere la foto dai miei spazi penso sarei anche disposto ad intraprendere un bel dibattito a FORUM:
- papparapappa papparapappa paaaaaaaaaaa… “E quindi lei cosa chiede alla cortA sig. Giulius?”
- “Io chiedo che la mia foto venga rimossa da ogni spazio on-line di Franganghi.”
- “E lei sig. Franganghi cosa risponde?”
- “Che mi fa troppo ridere e si impone che io non la rimuova da tutti gli spazi internet dei quali attualmente dispongo!”
- “Mi ritiro per mandare la pubblicità.”

;)

Siete magnifici. Esco.

F

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