Lo sceriffo del Quirinale

terrazza quirinale, romaSettimane fa accompagnai mia madre al pronto soccorso: era una calda giornata di bestemmie nella capitale dell’India, Roma. Presso l’Ospedale San Camillo, nella sala d’attesa del Pronto Soccorso, annoiato dall’attesa, decisi che sarebbe stato meglio comprare qualcosa da leggere.

Uscii fuori nell’arsura e camminai a lungo per raggiungere il prode edicolante. Quindi con fare sbarazzino, acquistai una copia di Dylan Dog ed una di Nathan Never, due dei fumetti che leggevo regolarmente fino a qualche tempo fa.

Accadde che li bruciai, nel senso che in meno di 40 minuti finii di leggere ogni pagina con un senso di appagamento proprio di un bel film, piuttosto che di una produzione fumettistica!

La cosa mi stupii non poco, nonostante uno dei due fumetti fosse addirittura la prima parte di una storia in due puntate.

Passarono le settimane fino a quando, passando sotto casa, decisi di rifornirmi nuovamente del bonelliano materiale da lettura. Nuova copia di Dylan Dog e seconda parte dell’episodio di Nathan Never furono i miei acquisti.

Sabato pomeriggio quindi ho deciso di terminare la lettura della storia che tanto mi aveva appassionato, ma farlo a casa mi sembrava scontato. Ho preso così la bici e sono andato verso il centro, alla ricerca di un po di solitudine e frescuria.

Arrivato a Trinità dei Monti, ho preso la salita e mi sono inerpicato verso il Quirinale ed il piazzale antistante, piazzale Terronia.

Mi sono seduto sul parapetto in travertino che si trova sulla terrazza del piazzale, dalla parte opposta rispetto all’ingresso dell’edificio del Quirinale presidiato dalle guardie ed ho quindi iniziato a leggere.

Giunto quasi al finale della storia, un tizio bassetto e munito di divisa con bande rosse, prominente panza e passo da Cowboy mi si è avvicinato dalla guardiola a pochi metri di distanza dalla mia posizione e con accento Siciliano si è rivolto a me generando il seguente dialogo:

carabiniere mafioso – “Lei non può stare li.”
io – “EH?”
cm – “Non può stare li.”
io – “Perché?”
cm – “Eh se si sporge casca…”
io – “Ah va bene, ci sto attento! Grazie”
cm – “No, lei li non ci può stare!”
io – “Ma perché?”
cm – “Perché no.”
io – “Si ho capito, ma non è che creo pericolo per la sicurezza del paese: me ne sto qua e non rompo il cazzo e nessuno. Perché lei non può fare altrettanto?”
cm – “Deve scendere.”
io – “Ma c’è un cartello? Una legge che mi impedisce di stare qui in santa pace a leggere?”
cm – “Qua non ci può stare?”
io – “Ma porcoiddiocanemaialeschifoso, che paese di merda!” e poi borbottando “Vaffanculo te, mezzo corpo dei Carabinieri, maledetto terrone di merda, stronzo, cagacazzi, mentecatto, ignorante, cafone, burino di merda, te e quella masnada di gaioffi manigoldi, bruti decerebrati pezzenti…” mentre me ne andavo rischiando di cadere un numero imprecisato di volte.

Ho fatto il giro della piazza e mi sono piazzato dietro la fontana.
Ci ho ripensato ieri sera e ci ho pensato bene: non mi dovevo muovere.
Dovevo farmi portare via con la forza.

Chiaramente il finale della storia – per quanto grandioso – me lo sono fatto andare di traverso grazie al prode demolitore di testicoli, defecatore di glandi.

Come si fa a demolire invece l’ignoranza dilagante? Come ragazzi? Come?

Franga

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4 Commenti

  • Questo si chiama “andarsela a cercare”.

    Devi farla finita con questo atteggiamento perché non solo non hai ragione, ma fai la figura dell’attaccabrighe (ammesso che tu non lo faccia con coscienza)

    Se hai bisogno di solitudine e frescura, non te la vai a cercare al centro di Roma arrampicandoti su un travertino di una piazza presidiata giorno e notte dalle forze dell’ordine, perché è quasi scontato che ti dicano qualcosa, e tu lo sai bene.

    Quindi poi che ti incazzi a fare? Hai fatto 2 fatiche e in più ti sei rovinato la storia.

    Chi è causa del suo mal…

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  • @harlock: Fede, il muretto della balaustra è profondo esattamente un metro nel punto dove mi sono seduto, la piazza era vuota e stavo seduto con i piedi verso la piazza.

    Se loro sono pagati per rompere il cazzo, allora l’errore è mio – tutto vero – e consiste nell’uscire di casa.

    RispondiRispondi
  • @harlock: 80cm Fede, 80 centrimetri.

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  • L’errore è tuo – tutto vero – ed un errore di atteggiamento!

    Ripeto : potevi scegliere un posto migliore, sotto tutti i punti di vista, invece che star qui a declamare centimetri!

    Understood?

    RispondiRispondi

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