Come sapete, girare in bici fornisce gli strumenti per osservare con maggiore attenzione il mondo che si attraversa. In una metropoli come Roma è facile imbattersi in situazioni curiose e degne di nota che più che attrarre l’occhio del curioso osservatore potremmo dire che son solite DISTRARRE l’attenzione dell’incauto ciclista… quanto meno nel caso io voglia parlare del caso specifico.
Ieri ero in bici diretto in ufficio quando sulla Flaminia, in un passaggio stradale molto pericoloso e davvero particolare (arricchito invero dalle insidiosissime rotaie del tram) mi sono imbattuto in un curioso mezzo di trasporto.
Fermatomi a raccogliere documentazione fotografica penso di aver rischiato più e più volte l’investimento ad opera di autobus, pullman e carretti dei GELAAAAAAAAAAATI ma è incontrovertibile il fatto che io non potessi lasciarmi con indifferenza alle spalle ciò che state per osservare.
Vi chiedevate che fine avesse fatto l’A-TEAM, no? La formazione originale e non quella che ha realizzato il film dell’anno scorso. Dico bene? Ecco, io ho trovato il luogo presso il quale l’A-TEAM (i sopravvissuti) stanno vivendo il loro pensionamento ed è qui a Roma, in via Flaminia.
Vi presento l’A-Camper e non credo di dover aggiungere altro.















“I love it when a plan comes together” [cit.]
solo per sboroneggiare col loro camper rischiano di finire lessati :p
Cioè, posso pure capirlo se fosse stato un camper per e delle lande nordiche, ma siamo in itaGlia e non abbiamo solo il sole, ma pure l’AFA!!!
E gli ha detto culo che in quel momento in cui li hai fotografati avevano trovato l’ombra altrimenti ti ci facevi tranquillo pure le crepes
@an.
Un commento critico e pulito, esattamente come piace a me. Grande! Chiaramente tutto vero.
@Franganghi: Quindi, niente più automobili nere o indumenti neri…siamo in Italia…
Di la verità che siete un po’ invidiosi
ah…il primo che trova l’ombra in Italia…vince un calippo!!!