Chicche, stranezze e merda varia

Stavo dando uno sguardo alle immagini sul cellulare e la mia attenzione si è soffermata su alcune stranezze. Innanzi tutto, mi capita sempre più spesso di finire all’aeroporto in attesa che un mio aereo parta.

Nel corso del tempo ho affinato la tecnica facendo in modo di poter arrivare a venti minuti dalla partenza e salire sull’aereo senza problemi e sopratutto senza aspettare più di tanto.

Ci sarebbe qualche consiglio da dare al riguardo, ma alcuni di voi mi prenderebbero per matto. Fatto sta che ultimamente – in particolare nell’ultimo viaggio in Francia – il mio zaino non si è nemmeno fermato al metal detector: l’operatore non ne ha fatto rallentare la corsa per guardare meglio! In pratica sono passato camminando mentre fermavano le persone alla mia destra ed alla mia sinistra. Comunque non voglio soffermarmi su questo aspetto, per quanto sia mia intenzione parlare delle attese.

Siamo veramente un popolo di stronzi. Sugli aerei a basso costo il sedile non è prenotato, ma abbiamo comunque la certezza di poterci sedere prima che il mezzo parta. L’over-booking è un fenomeno sempre meno diffuso e che in ogni caso fa la sua comparsa solo durante le festività.

Quindi perché restare in piedi ad aspettare? Potrei capire che mi venisse detto che tutto ha a che fare con l’esigenza di scegliere i posti migliori, ma sugli aerei delle compagnie a basso costo non esistono posti migliori. Si può stare davanti o dietro, vicino al finestrino o meno, ma comunque stretti e scomodi!

Partendo per Parigi quindi – così come in molteplici altre occasioni – mi sono seduto comodamente per arrivare ULTIMO a prender posto sull’aeromobile. Risultato? I coglioni sono stati in piedi più di trenta minuti e sono arrivati stanchi a scavare nella folla di “sedenti” per accaparrarsi una poltrona indecente; io ho osservato le pecore, sono entrato per ultimo, son salito sull’aereo ed ho preso il primo posto verso il fondo rimasto libero. Chiaramente, quando si è trattato di scendere, sono stato il primo a riuscire nell’impresa di guadagnare l’uscita e non avendo bagaglio da ritirare, anche il primo ad uscire dall’aeroporto ed il primo a trovar posto sulla navetta!

Ed allora la domanda è: che cazzo vi correte tutti?

Ma cambiamo discorso, perché di cose strane me ne accadono veramente ormai tutti i giorni. Ero a Milano in macchina per andare non so bene dove ed ho visto questo:

Un giorno potrà capitarci di avere la necessità di incaricare qualcuno di investigare per nostro conto su qualcosa, tipo le maree, il crollo della forza fisica, l’altezza dei tacchi delle donne o sull’origine dei Brillantini (penso li estraggano dal pesto di fata, così come il ghiaccio istantaneo viene ottenuto dal frullato di escort francese).

Non importa quale sarà il nostro incarico: Investigazioni Agata Christie saprà rendere misterioso ed intrigante qualsiasi quesito. Misteriosamente, nello studiare i motivi per i quali la folla si accalca negli aeroporti delle compagnie a basso costo, Agata individuerà un maggiordomo come responsabile del fenomeno.

Ero nel traffico e ricordo che sono scoppiato a ridere nel riflettere sulle possibili conseguenze dello scegliere Agata per realizzare un progetto di investigazione. Poi pensavo allo studio nel quale accoglie i suoi clienti e lo immaginavo tipo Oriente Express, tutto in legno, ricoperto di Camei di altri tempi a testimoniare la sua proverbiale esperienza nel campo dell’investigazione.

E vi dico che mi succedono cose strane perché anche oggi ho avuto i miei incontri particolari, tutti di seguito e nello stesso luogo.

Location: bar della metro Lepanto. Faccio lo scontrino mentre una stronza passa davanti a tutti e finalmente raggiungo il bancone. Sono li li per chiedere il mio caffè quando un tizio compare alle mie spalle e rivolgendosi al barista chiede (non ricordo se Mario o Fabrizio) “Fabrizio, mi dai un cornetto con lammerda?”. Fabrizio (qualunque fosse il suo nome) come se nulla fosse prende un cornetto alla Nutella e lo passa al curioso avventore.

E già qui potremmo chiederci il perché certe cose magnifiche debbano succedere proprio davanti a me. Ma non finisce qui. Esco fuori ed aspettando l’autobus noto un tizio alla cabina del telefono. Io l’ho fotografato, ma l’immagine in foto non rende perché ha passato quasi tutto il tempo necessario ad interloquire con il suo interlocutore piegato in avanti, quasi a 90°, osservando il display del telefono per seguire passo-passo l’inesorabile crollo del credito residuo sulla tessera telefonica in uso.

Parlava in modo lentissimo, scandendo parola per parola e spiegava al tizio all’altro capo della cornetta che il suo amico – contattato Domenica mattina – non voleva andare al mare sul presto. Conseguentemente il lentissimo protagonista della nostra vicenda si lamentava di come a causa di tale pigro individuo, egli fosse stato costretto a riprogrammare la sua intera giornata con il proposito di fare comitiva in spiaggia. Chiaramente alla fine il Pigro non si era presentato, stravolgendo la vita del Lento.

Mentre ascoltavo la telefonata ridendo come Mutley, è arrivato il terzo fantastico Individuo. Vi propongo una foto perché vale veramente la pena: godetevela.

La premessa essenziale è che parlava con voce greve in romanaccio stretto AL CELLULARE, pur essendo truccato da senza tetto, con tanto di profumo di scena. Mentre si avvicinava lanciava sguardi terribili a tutti quelli che gli passavano accanto.

Come prima cosa si è diretto al portacenere davanti al bar, commentando stizzito al cellulare il fatto che nessuno avesse lasciato una cicca da fumare. Poi ha infilato la mano nel secchio e ne ha cavato il giornale Metro (City, Soncazzo) che tiene sotto il braccio nella magnifica foto scattata di nascosto dal qui presente Franganghi sottoscritto.

Infine è andato da un ambulante mentre lo tenevano in attesa al telefono e gli ha attaccato la pippa su quello o quell’altro dei libri che erano esposti alla passerella dei passanti.

Io trovo che sia incredibile il modo in cui i personaggi riescono a farsi strada nella mia giornata. Se non trascrivessi di tali accadimenti, se non avessi un telefono dotato di fotocamera, dimenticherei in pochi giorni ciò che mi accade intorno, ricacciando eventi, personaggi e situazioni nell’oblio della senilità così come son soliti fare i più.

Spero che il mio intervento risulti a voi gradito come sempre gradito è per me leggere i vostri commenti, qui o su Facebook (sempre meglio qui su capokkia.it, almeno rimangono!).

Buona giornata… e che sia strana anche la vostra!

f

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3 Commenti

  • Sulla questione aerei siamo allineati, anche se la tua tecnica si sta raffinando molto grazie la frequenza con cui ti capita di prenderne.

    Riflettendo però, se non ci fossero le “pecore”, probabilmente anche la tua tecnica perderebbe di efficacia o meglio, non avrebbe motivo di esistere, o peggio, si invertirebbe : tutti seduti fino all’ultimo, tutti imbutati per i documenti all’ultimo, tutti sulla navetta etc etc…se capisci cosa intendo.

    La risposta alla tua domanda è : se qualcuno non corresse, tu non potresti andare al tuo ritmo.

    Il barbone con il cellulare è un paradosso, come tale, andrebbe eliminato perché pericoloso per il corretto strotolamento della fettuccia temporale della vita.

    Pigro e Lento non li avrei mai notati e non amo le volgarità gratuite dell’amico del barista.

    Have a good day.

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  • Ah, scusa, l’insenga di AGATA : STUPENDA!

    RispondiRispondi
  • [...] segni che gli individui strani lasciano al loro passaggio ed al riguardo potete dare uno sguardo a questo mio recente post o all’immagine successiva: Il segno di un passaggio di un personaggio molto [...]

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