La palestra che non c’è

Cari amici, sono qui a parlarvi di fatti metropolitani, come spesso accade sulle pagine di questo blog.

Mi rendo conto come l’appellativo di “Antropologo metropolitano” che mi è stato recentemente affibiato, renda perfettamente un’idea della mia indole così come dei miei intenti.

Io vado in giro osservando qualunque cosa, cercando meraviglia dopo l’attesa, laddove tali succulente prelibatezze mi siano state precluse in altri mestieri. Ed osservando così attentamente penso di aver evocato forze che sarebbe stato meglio lasciare sopite!

Mi capita infatti di essere costantemente avvicinato da personaggi strani. Non ultimo Sean Connery che nelle vesti del padre di Indiana Jones ha fatto la sua comparsa la settimana scorsa dentro il trenino per Ostia, procurando ilarità e timore a me, a Chiara ed agli altri occupanti del treno.

Sean Connery ci osserva incuriosito

Mentre aspettavamo che il treno partisse, Sean si aggirava IRREQUIETO nel vagone, cercando di carpire qualche parola anche dai nostri discorsi. Ad un certo punto si è avvicinato correndo verso di me, ha alzato il libro che stavo leggendo – poggiato sul sedile accanto al mio – ne ha letto la copertina ed annuendo se n’è tornato a girare irrequieto dopo aver rimesso il libro al suo posto.

Sean ci tiene all'aspetto e si sistema accuratamente la capigliatura (notare anche quanto sia BRET il tipo sulla sinistra)

Il libro che sto leggendo si chiama “Elogio alla follia” di Erasmo Da Rotterdam: vogliamo parlarne?

Sean cerca di osservare ciò che vogliono occultare nella cabina di comando del treno.

Insomma, non che sia particolarmente stupito dalla presenza intorno a me di personaggi fuori di testa dato che io stesso tendo ad attrarne a bizzeffe, come tutti i miei amici hanno avuto modo di constatare. All’inizio di questa settimana un tizio mi ha chiesto i soldi sotto la metro ed io ho rifiutato: quando mi ha chiesto di nuovo i soldi gli ho risposto “Vaivai!” e lui si è incazzato, pretendendo le mie scuse per l’essere stato scortese. E’ finita a spintoni e minacce. Vi pare una cosa normale?

Insomma, gli individui strani mi vengono a cercare e fin qui va tutto bene; io stesso vado in giro a cercare i segni che gli individui strani lasciano al loro passaggio ed al riguardo potete dare uno sguardo a questo mio recente post o all’immagine successiva:

Il segno di un passaggio di un personaggio molto FETISSSSSSS

Ma i fatti? Le cose che mi accadono direttamente? Di questo ogni tanto si dovrà pur parlare, vi pare?

E così Martedì sera passo in palestra. Dico che ci passo perché in effetti il mio tempo di permanenza all’interno varia dai quindici ai venticinque minuti, dato che mi serve solo per compensare i movimenti che in bicicletta sono preclusi e che se non eseguiti comportano uno squilibrio legato all’uso del mezzo ciclico stesso.

Alle nove e quaranta di Martedì quindi lascio la palestra, salutando Riccardo (l’istruttore), imbruttendo quel deficente del proprietario e chiedendo notizie di Marco (l’altro istruttore) che si era da poco operato ad un anca.

Passa tutto Mercoledì senza che della palestra io mi interessi se pur solo in forma di pensiero ed arriva il Giovedì. Esco dall’ufficio alle otto e trenta circa, percorro il Lungotevere in direzione Testaccio e raggiungo la palestra alle nove e un quarto.

Percorro la rampa di ingresso, attraverso giocoso e pimpante il corridoio di accesso zeppo di vetusti giocatori di bridge ed arrivo all’ingresso del centro sportivo Olimpia… che non c’è più.

L'ingresso del centro sportivo Olimpia non c'è più!

Come potete notare dall’immagine, c’è stato un momento della mia vita nel quale la sorpresa ha raggiunto vette insperate! La porta di ingresso giace tutt’ora in terra, eradicata strutturalmente dal vano porta stesso.

Il centro sportivo non c’è più; gli attrezzi non ci sono più; il banco della reception è vuoto e nella medesima situazione penso siano anche le sale adibite ad altre discipline e gli spogliatoi.

La reception del centro sportivo, vuota

Sa sala attrezzi del centro sportivo, totalmente vuota

Inizio a ridere.

Prendo il telefono per fare qualche foto e rido. Scatto e rido. Guardo il parquet sgombro e rido. Giro la bici per tornare sui miei passi e rido fino a quando incrocio il romeno che bazzica la zona antistante la palestra e mi fa “Sorpresa eh?”.

Deciso li su due piedi di non scaraventargli contro la bicicletta con tutta la borsa e l’u-lock in acciaio temprato da quattro chili di peso. “Beh, si. Curioso andare in palestra e non trovarla più! Ma in quanti sono venuti?” e lui “Son stato qui tutta notte a partà via robba che sennò pulizia siquestra di robba e poi loro no ha più niente. Hanno portato via di tutto! Poi loro trova nuovo posto, però siamo Agosto e mi sa che loro non trova niente prima di Settembre.”.

Scambio due parole con il tipo e me ne vado. Ieri sera rendo Chiara – con la quale coinquilino – partecipe dell’evento: erano le quattro del mattino ed è scoppiata a ridere fragorosamente.

Potevo a questo punto tenervi all’oscuro di fatti così sconcertanti? Ma sopratutto, la prossima volta che vi proporranno un abbonamento annuale per un qualsiasi servizio ricreativo o sportivo, saprete come rispondere?

Io ho deciso che la mia risposta ad una proposta di abbonamento annuale per un servizio che abbia una stabilità economica anche di poco inferiore a quella dell’ATAC, da oggi in poi sarà “Sissi, cor cazzo!”. E per fortuna che non avevo aderito all’abbonamento annuale! Pura fortuna anzi, merito del proprietario che ha rifiutato l’ingresso della bicicletta pieghevole nei locali della palestra.

Ci si vede in strada. Se doveste incontrarmi a parlare con qualcuno, sappiate che quel qualcuno potrebbe essere una persona leggermente fuori di testa o addirittura, quella persona  potrebbe non essere tale e costituirsi incredibilmente come una SITUAZIONE della quale leggere di li a breve sulle pagine di questo mio blog.

f

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5 Commenti

  • AHAHHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHha
    AHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAAHHAHAHAHAHAHAHAH

    FANTASTICO
    STUPENDO
    MERAVIGLIOSO!!!!

    AHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAH

    “La dove c’era una palestra ora c’èèèèè un locale sotto sequestroooooo ooooo o o oooooooooooooooooo”

    AHAHAHAHHAHAhAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHHA

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  • flenga wrote:

    A me non hanno mai sequestrato la palestra. Però mi spostavano Praga tutte le volte che decidevo di andarci.
    Sarà l’enensima manifestazione di questo marginale fenomeno:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Entropia_%28disambigua%29

    χ

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  • @harlock00999: ti ricordo che mi è successo anche con l’ufficio anni fa.

    Ricordo l’incendio di Val Cannuta?

    Io volevo andare in ufficio ma non ce l’avevo più…

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  • @flenga:

    Logica fuzzy – la mia palestra ha un coefficiente di appartenenza al sistema dell’esistenza pari a zero.

    Ma ti rendi conto?
    Comunque non è entropia.
    L’entropia per sua natura non si concentra: sono solo attento a cogliere gli aspetti dell’entropia che si affacciano sul quotidiano.

    Penso che altre persone si siano solo incazzate davanti a quel cartello. Mettendomi a ridere ho vissuto l’assurdo invece che il danno.

    Entropia? A te spostano Praga!

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  • novità…

    RispondiRispondi

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