Un passo ad Est

Avevo in mente di partire per la Croazia da quando i miei amici Amerikano e Claudita mi avevano consigliato di andare a vedere il parco naturale (riserva UNESCO) di Plitvice del quale potete trovare info ed un sacco di foto sulla rete.

E son passati i mesi fino a quando mi è rimasto un weekend di ferie già prese da utilizzare con l’aggravante del fatto che il weekend fosse un weekend di Agosto. Giovedì quindi mi sono messo alla ricerca di una soluzione per visitare il posto. Ho analizzato la possibilità iniziale di andare in bici, scartandola perché la Croazia in bici non è percorribile in tempi brevi. Ho dato un’occhiata ai servizi di trasporto pubblico scoprendo che la rete è tutt’altro che capillare ed i trasporti sono organizzati solo tra le destinazioni principali.

Ora provo a farvi un pochino di cronologia del viaggio e dei problemi che ho avuto per darvi un’idea di cosa sono riuscito a creare.

  1. Alle 11am chiamo Hertz che mi rimedia una SMART a Trieste.
  2. Alle 15 di giovedì la SMART viene data via per motivi a me ignoti.
  3. Chiamo alle 16 e mi informano che al posto della SMART ed allo stesso prezzo possono darmi una Mazda MX5. Vi immaginate io vestito da zingaro che entro nel campeggio con una macchina del genere e pianto la tenda? Non vi sembra ridicolo?
  4. Alle 17 richiamo piuttosto contrariato e la tipa – compreso il suo errore evidentemente – mi riserva una Fiat 500 Benzina.
  5. Alle 18 comprendo che non è possibile trovare i biglietti sul notturno via internet: me ne fotto, vado a casa e preparo lo zaino.
  6. Alle 20 esco senza i biglietti e vado in stazione.
  7. Arrivato alla stazione trovo i biglietti, ma non il treno visto che la stazione è andata bruciata un mese prima: una navetta ci trasporta al treno presso Termini che nel frattempo aspetta per quasi un’ora il nostro arrivo.
  8. Sono in viaggio sul treno e scopro che mi è scaduta la Carta di Identità. Così all’arrivo ritiro la macchina e vado al Comune di Monfalcone dove sono molto scortesi.
  9. Decido quindi di andare verso Treviso e passare al Comune (alle brutte avrei visitato Slovenia e montagne vicino Udine). Scopro invece la grande cortesia degli impiegati del Comune di Treviso che prendono il mio numero di telefono, mi lasciano visitare la città con tutta calma ed alle 14 mi chiamano per avvisarmi che la Carta di Identità è pronta.

Questa è la premessa che a mio modesto parere, per un viaggio così campato in aria è di tutto rispetto.
Ringrazio e parto, direzione Fiume e poi lungo la costa per arrivare in serata a Plitvicka dove ci sono i Laghi.

Ad un certo punto il navigatore mi dice “Ora tenersi leggermente a destra”: io mi butto a destra girando il volante di 90°, proseguo lungo una sterrata e mi ritrovo negli anni ’50 su una spiaggetta di breccole e scogli bellissima. Poche persone, costumi interi e radio a transistor mi riportano ai tempi in cui ero piccolo e con mia madre andavamo in spiaggia. L’acqua è fredda, completamente piatta e pulitissima; i bimbi giocano felici, io prendo il sole e mi riposo fino a che un bergamasco mi avvicina e mi chiede “Scusa, ma tu qui come ci sei capitato? Io ci vengo con la mia famiglia da 10 anni ed il posto non lo conosce nessuno, sei il primo italiano che incontro.”: lo minaccio di pubblicare su internet la località, ma chiaramente terrò tutto per me fino alla tomba.

Riparto con la macchina sapendo che è tardi. Mi immetto su una strada non segnalata che secondo il navigatore è quella più breve. Mi inerpico sulla montagna, poi sulla seconda montagna, poi la terza e ad un trivio giro a destra. Dopo qualche chilometro spuntano davanti a me le pale di un generatore eolico (fermo purtroppo). E’ il tramonto: mi fermo a fare foto ed osservare il panorama che li, nella solitudine più completa e con il sole che in lontananza si tuffa in mare è davvero stupendo.

Proseguo per sessanta chilometri lungo una strada ad una corsia, perfettamente asfaltata, tutta fatta a tornanti e lungo la quale non c’è un singolo centro abitato. Solo qualche fattoria ogni tanto interrompe la monotonia della natura esplosiva. Arrivo all’autostrada che taglia verticalmente il paese e dopo una sola uscita sono a Otocac. Piccola sosta ed imbocco la strada più breve per Plitvice. Ormai è notte e dopo aver attraversato una vallata la strada segue il profilo della montagna, poi si restringe, poi diventa strada bianca… dopo cinque chilometri iniziano le buche e poi questo cartello.

Decido di tornare indietro quando diventa impossibile fare inversione senza calpestare l’area marcata come “minata”. Mi costa molta fatica ma un gruppo di camionisti beoni indigeno mi spiega che se non me la sento devo tornare indietro ma dal punto dove sono arrivato sono solo altri tre chilometri di buche e poi ricomincia l’asfalto e si arriva in fretta alla mia destinazione. Nessuno parla inglese, spagnolo o italiano: tutti il tedesco, ma da ubriachi li capisco benissimo.

Torno al punto di partenza e delle ragazze mi spiegano come prendere la strada NUOVA, GRANDE, BELLA, PULITA, PERFETTA che in cinquanta minuti mi porta in dirittura d’arrivo ma è mezzanotte e non ce la faccio più. “ZIMMER” dice il cartello quindi accosto e chiedo una stanza per la notte, per la dignitosissima cifra di 25 euro.

Al mattino scanso le galline dalla macchina e riparto: dopo venti minuti sono nel parco. Una giornata vissuta in mezzo alla natura, a fianco all’acqua o addirittura sopra l’acqua stessa, passando accanto a laghi, ruscelli, cascate e magnifici paesaggi. Guardate le foto.

Ad otto chilometri c’è il campeggio bello, pulito e decisamente rinomato nella zona: per dodici euro trovano ospitalità automobile, tenda e quel gran personaggio privo di ragione che riempie gli spazio di questa pagina. A sera inoltrata si avvicinano due graziose donzelle chiedendomi se mi avrebbe dato fastidio se avessero rotto la mia privacy mettendosi li accanto.
Non vi saprei spiegare, ma li il vicino erano tipo settanta metri!

Autokamp Korana
Catrnja bb, 47 245, Rakovica, Croazia
+385 53 751 888 ‎

Al mattino s-tendo la tenda e proseguo verso nord. In due ore sono al confine di Pribanjci (Bosiljevo) presso il quale vado addosso contro la sbarra della barriera che non ho proprio visto. Il tizio mi guarda molto male, poi chiama due amici che mi guardano male, poi arriva uno che mi guarda malissimo, poi fanno una battuta sui miei capelli da crucco dimmerda, si fanno una risata e mi lasciano passare.

Passa un’altra ora e sono nel mezzo della Slovenia, circondato dalla natura vicino (tipo) a Laze a mangiare come un maiale, nella valle del paradiso, un posto stupendo.

Passo a Lubiana tutto il pomeriggio ed alla sera mi dirigo a prendere il treno della speranza per il ritorno a Roma. Lubiana è una città che non offre nulla di superlativo ma tutto quello che ha lo regala nella sua forma più elegante. Ci son biciclette ovunque, la gente sorride (che è importantissimo: guardate a Roma!), è pieno di bambini e le persone non sembrano uscite da un racconto di Lovercraft. Certo logisticamente non è proprio il massimo, ma di sicuro e spanne avanti alla Capitale dell’India che ci ospita nel Lazio tutti i giorni!

Arrivato davanti alla Stazione Centrale compro il biglietto (chiaramente senza posto con prenotazione) e mi appresto a riconsegnare la macchina presso il Molo 4. Dopo aver chiesto in giro scopro che il Molo 4 è a breve distanza. Entro, pulisco la macchina, tolgo la mia roba dalla strada, metto le chiavi nel KeyBox e mi giro osservando i Docks. Sembrava una scena surreale post-delitto alla CSI. Mi fermo a fare qualche foto e lascio gli occhiali in terra, a venti centimetri dall’acqua.

Arrivo alla Stazione, mi accorgo degli occhiali ed inizio a blasfemare come fossi posseduto. Lascio il cibo dalla tabaccaia della stazione (con la quale intanto avevo iniziato a chiacchierare) e torno a piedi e con tutti i bagagli al Molo 4. Reinforco gli occhiali e torno nuovamente alla stazione notando – così come accadde più di un anno fa – che proprio li davanti c’è il capolina del 30.

Penso “Mi conviene il 30 fino a Piramide o prendo il Treno e scendo a Termini?”, rido e mi rimetto in viaggio su questo treno della speranza Trieste, Auschwitz, Berlino, Milano, Torino, Hill Valley, Aosta, Ferrara, Firenze, Palermo, Napoli, Porto di Genova, Roma. Ho iniziato a sviluppare una teoria secondo la quale il treno notturno (anche detto “della speranza”) in effetti è una macchina del tempo: se si prova a fare Treviso-Roma con una 500 anni ’60 non ci vogliono nove ore! Come fa? Come riesce a metterci così tanto pur essendo un normalissimo treno?

Il viaggio è stato duro ma come sempre ne è valsa la pena. MUOVETE IL CULO RAGAZZI! Viaggi LAST HOPE di Franganghi: Travelganghi

NOTE: autostrada gratuita, benzina a 1,2 euro/lt, costi delle stanze ridicole, coste del campeggio 25 euro a gruppi di tre persone in pratica. Una spesa al supermercato per tre persone costa 14 euro e si mangia davvero in abbondanza. Un pasto cucinato da 10 euro sazierebbe una famiglia. Che aspettate? Mettetevi in marcia che anche a Settembre deve essere uno spettacolo ‘sta Croazia. ;)

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13 Commenti

  • Non ho ancora letto niente ma non posso fare a meno di notare che quei cosi nella foto al ristorante sembrano stronzi…

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  • @Sor Pampurio: come darti torto, come?

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  • Ci sono stata varie volte in slovenia e Croazia… Tanto da poterti dire che ora è cara rispetto a qualche tempo fa. Prova ad immaginare.
    Quando ero bimba e c’era ancora il regime comunista era addirittura imbarazzante il prezzo degli appartamenti!

    Comunque complimenti per la scelta della meta… E’ uno dei posti che ho amato di più nei miei viaggi! I laghi di Plitvice sono meravigliosi. Hanno rischiato di andare distrutti durante la guerra alla fine della quale avresti trovato uno di quei cartelli anche all’entrata del parco….
    Per fortuna l’hanno bonificato subito!

    Ljubljana è spettacolare e spero che oltre ai Ćevapčići tu abbia provato anche la frittura di calamari!

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  • @Sor Pampurio: oh…l’ho pensato pure io!! Cosa abbiamo che non va!?

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  • Al contrario del Sorpa ho letto tutto e mi appressto a dire la mia come da pulsante sottostante.

    Weekend in pieno stile Franga (anche se non ho ben capito se fossi solo o in compagnia, il che fa un po’ di differenza nella mia considerazione finale)in cui le cose finiscono per essere prese per il verso giusto, vedi la storia della CI o della Mazda per campeggiare o per la strada delle mine, e questo è un bene!

    Onore al merito, dicevo stamattina a mia moglie, partire da Roma per passare un weekend in Croazia è una bella galoppata e personalmente non lo avrei neanche preso in considerazione, forse mi perderò qualosa…

    Milano dal canto suo è molto più vicina all’europa, via gomma o rotaia…via cielo ora più ora meno cambia poco, e quest’anno ne abbiamo approfittato anche noi partendo un po’ in stile Franga (un po’ eh) per la Germania e devo dire che è stata una bella esperienza.

    Mi hai fatto venire voglia di scrivere qualcosa a riguardo…ma per ora sudo in ufficio.

    Ciao

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  • @Fede:

    Ero solo. Va bene la privacy ma usare il plurale senza nominare un’eventuale compagnia di viaggio sarebbe stato sufficiente a rendere l’idea. ;)

    Guarda, pensavo peggio: se ci pensi in tre giorni ho fatto 700 chilometri e per il resto mi sono fatto portare da un treno.

    Fede, da milano la Croazia non è sicuramente la meta più facilmente accessibile ma vale comunque la pensa farci un pensierino. Avendo una settimana si dovrebbe partire da Udine e le montagne della zona. Poi passi in slovenia e decidi il da farsi. E’ stato veramente un viaggio rilassante.

    Aspetto un racconto del viaggio in terra crucca.

    G

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  • @Fede
    Non siamo noi che abbiamo qualcosa che non va…è che Giovanni si è veramente mangiato stronzi dimmerda…

    (Rido da solo in ufficio)…

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  • @Sor Pampurio: confermo e li ho già ricagati nella forma originale.

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  • AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHHAHAHAHAHAHAAHAAH!!!!!

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  • Comunque il prossimo viaggio sarà: budapest preslov estrava praga bratislava.

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  • Ostrava!

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  • mitico!!

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  • sabina wrote:

    sono completamente rapita dai tuoi racconti di viggio…. :) ciao frà

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