Ho sempre pensato che riempire un rapporto di coppia di appellativi sia una cagata mostruosa. A Roma poi questa usanza raggiunge vette intoccabili con il nascere di espressioni come “Amò” e “Tesò”, così come di pronomi basati sull’uso di frutta ed ortaggi. Non ci facciamo mancare di fatto “Patà”, “Cilieggì” ed altre simili amenità. Non …
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