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	<title>capokkia.it - Il mondo in una capokkia &#187; carabinieri</title>
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	<description>... vedo la gente scronda!</description>
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		<title>Il fascismo vive e prospera</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 22:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franganghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brutte giornate]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mio amico Cristiano ha pubblicato questo articolo che mi ha reso noto un fatto agghiacciante. Per quanto il mio blog non abbia alcuna risonanza mediatica, mi sento in dovere di condividere con voi questa notizia. Io non ascolto punk ma è sconfortante venire a conoscenza del fatto che il gruppo Punkreas (una band di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio amico Cristiano ha pubblicato <a href="http://iltuguriodelsorpampurio.blogspot.com/2011/07/la-canzone-del-lunedi-88.html">questo</a> articolo che mi ha reso noto un fatto agghiacciante. Per quanto il mio blog non abbia alcuna risonanza mediatica, mi sento in dovere di condividere con voi questa notizia.</p>
<p><img src="http://www.capokkia.it/uploads/punkreas-150x150.jpg" alt="" title="punkreas" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2987" />Io non ascolto punk ma è sconfortante venire a conoscenza del fatto che il gruppo Punkreas (una band di milano) è stato aggredito nel proprio albergo da decide di Carabinieri (in borghese e non) che soggiornava nello stesso luogo e che non ha gradito l&#8217;aspetto dei ragazzi. Senza alcun motivo o pretesto, i Carabinieri hanno pompato nella stanza dei ragazzi del gas lacrimogeno, hanno usato i manganelli per picchiare un altro compagno della band isolato e si sono fermati solo quando hanno capito che gli occupanti della stanza non erano ragazzi qualunque ma membri di una band avente a disposizione un notevole potere sui media.<span id="more-2985"></span></p>
<p>Leggete della notizia <a href="http://www.agoravox.it/La-band-Punkreas-aggredita-in.html">qui</a>.</p>
<p>E&#8217; veramente terribile apprendere quanto sia vero che le forze dell&#8217;ordine che dovrebbero proteggerci, ordinate non lo sono affatto: qualunque cittadino può essere vittima di queste persone, esattamente come potrebbe accadere in un paese sotto dittatura. Questo come conseguenza dell&#8217;odio che il Governo continua ad appoggiare nei confronti di realtà &#8220;alternative&#8221; quali ad esempio i ragazzi che manifestano perché decidono di usare il cervello, i punk, gli omosessuali, etc&#8230;</p>
<p><strong>DOVETE CAPIRE CHE NON SIETE AL SICURO</strong>, nessuno lo è: il fascismo, figlio dell&#8217;ignoranza più profonda, non è morto.</p>
<p>Ora godetevi un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ikiEfsF-TiI&#038;feature=player_embedded">video</a> della band ed andatevene affanculo anche voi!</p>
<p><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ikiEfsF-TiI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ikiEfsF-TiI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>Franga</em></p>
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		<title>I porci volano in alto (bozza)</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 11:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franganghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose "de mente"]]></category>
		<category><![CDATA[Fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Piccola premessa: questa cazzata è stata scritta in viaggio da Milano a Roma, sul treno, mentre ero mortalmente stanco ed annoiato. Diciamo che è una bozza ispirata, ma non so se verrà mai completata per passare in uno stato di pubblicazione definitivo. Prendetela un pochino così com&#8217;è venuta, tra una pennica e l&#8217;altra. f &#8212; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piccola premessa: questa cazzata è stata scritta in viaggio da Milano a Roma, sul treno, mentre ero mortalmente stanco ed annoiato. <strong>Diciamo che è una bozza</strong> ispirata, ma non so se verrà mai completata per passare in uno stato di pubblicazione definitivo. Prendetela un pochino così com&#8217;è venuta, tra una pennica e l&#8217;altra.</p>
<p><em>f</em></p>
<p>&#8212;</p>
<p><span id="more-2203"></span><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2205" title="Manette" src="http://www.capokkia.it/uploads/manette-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" />A Roma, nella sala di attesa della stazione dei Carabinieri di Testaccio le cinque sedie accolgono una sola persona. L’uomo &#8211; legato alle sedie con delle manette – è giovane, di bella presenza, dall’aspetto curato nel vestire ma decisamente emaciato. Siede da ore con le gambe incrociate dondolando lentamente il piede destro o sinistro, a seconda del verso con il quale le gambe sono accavallate. Volge lo sguardo con misurato distacco verso l&#8217;orologio piazzato in alto, contro il muro, con un’espressione che potrebbe lasciar intendere che di li a breve sarà fuori, libero di raggiungere chissà chi per un appuntamento stabilito da tempo.</p>
<p>Entra nella sala Linda, la signora delle pulizie, vestita con un camice bianchissimo e ben abbottonato: al seguito porta con se il carrello con l’attrezzatura già rodata alla quale fa affidamento ogni giorno per la pulizia della caserma. Sul carrello un aspirapolvere, una scopa di saggina, una scopa sintetica, l’immancabile mocio, un secchio di acqua saponata ed una busta nella quale raccogliere l’immondizia dei cestini.</p>
<p>Il nome della donna sembrerebbe averla predestinata al proprio lavoro, ma in effetti al momento Linda studia per prendere la seconda laurea. Sono tempi difficili e lei non si è mai persa d’animo: mai ha rifiutato un lavoro ed è felice della vita che vive, benché le porte stentino ad aprirsi sul suo cammino. In realtà alcune delle si sono già socchiuse di tanto in tanto, ma per entrare Linda avrebbe dovuto sfruttare i privilegi derivanti dal suo bel aspetto, cosa che mai ha anche solo pensato di fare. Passando davanti alle cinque sedie saluta con cortesia l’uomo dal piede che dondola per aprire la porta che da sul corridoio e dedicarsi ai suoi mestieri.</p>
<p>Nel silenzio della sala d’attesa il solo rumore udibile è quello dell’orologio sul muro che – benché azionato da un meccanismo al quarzo – produce sommessi segnali del suo avanzare verso il minuto che verrà. Ed il minuto arriva quando la porta della stanza si apre e dal corridoio entra l’Appuntato.</p>
<p>Il suo incedere è mesto, il suo sguardo distratto: avanza reggendo alcuni fogli, degnando l’Uomo dal piede che dondola di uno fugace sguardo inespressivo. Cammina dritto verso la fotocopiatrice. L’uomo dal piede che dondola osserva l’Appuntato incuriosito, rallentando impercettibilmente il ritmo del suo piede.</p>
<p>L’Appuntato alza il coperchio della fotocopiatrice, poggia i documenti ed una volta abbassato il coperchio preme il tasto verde senza che nulla accada. Esprime il suo dissenso e nella sala un leggero suono gutturale – simile a quello prodotto da una sedia strusciata – si fa strada a rompere la quiete. Vediamo il soldato azionare il pulsante frontale di accensione ed osservare l’assenza di qualsivoglia cambiamento nello stato delle molteplici luci che adornano la macchina infernale. L’appuntato si sposta di lato, tra la fotocopiatrice ed il muro e reitera la sua espressione di dissenso: “Si sono fregati di nuovo l’adattatore!”.</p>
<p>L’uomo lo osserva girare sui tacchi e tornare verso il corridoio. Aprendo la porta, l’appuntato fa involontariamente strada al Cane del commissariato, un vecchio pastore tedesco che – adempiuti per anni i suoi doveri di cane antidroga ed ora più che pensionato – alberga presso la struttura. Il Cane, con passo misurato, sfila attraverso la porta che, guidata dalla propria molla, torna a chiudersi lentamente. Entra nella sala d’attesa e si accuccia accanto all’Uomo dal piede che dondola.</p>
<p>E’ ora il respiro del Cane a coprire quello dell’orologio; è il respiro del Cane a segnare il tempo in quella saletta e l’Uomo regola il dondolio del proprio piede per adattarsi a questa nuova ritmica. La porta si apre nuovamente, spinta dalla mano dell’Appuntato il quale lascia il passo ad un uomo sulla cinquantina, leggermente stempiato, dai capelli brizzolati e dal fisico decisamente ben curato. L’appuntato gli indica le sedie e l’Uomo prende posto sulla quella centrale delle cinque, ad un posto di distanza dall’Uomo ammanettato.</p>
<p>La porta si chiude alle spalle dell’appuntato.<br />
Uomo ammanettato: “Salve, come va?”.<br />
“Sembrerebbe meglio di lei a giudicare dalle manette, ma direi che anche per me questa non sia tra le giornate migliori!”.<br />
“Ah, non si preoccupi, qui non hanno le idee ben chiare sul da farsi: pensi che mi tengono qui da tre ore e non hanno nemmeno idea di quale accusa rivolgermi!”<br />
“Mh, magari…”<br />
“E’ la solita Italia delle raccomandazioni: se la legge fosse veramente uguale per tutti non ci troveremmo qui a perdere le nostre giornate. Lei è accusato di qualcosa?”<br />
“Beh, non ancora ma…”<br />
“Ecco, non sono capaci nemmeno di accendere una fotocopiatrice. Figuriamoci se sono in grado di stabilire un capo d’accusa! Cos’ha combinato?”<br />
“Se avessi combinato qualcosa non verrei a raccontarla al primo che capita: son fatto così. E lei? Perché la tengono qui?”<br />
“Io mi fido con maggiore facilità del mio prossimo. Siamo tutti nella stessa barca si dice, o no? Dicono che io avrei…”</p>
<p>Il rumore dell’aspirapolvere fa il suo ingresso, prorompendo nella sala d’attesa. Non è un suono normale: c’è un ché di sofferente tra le note che si spingono fino a quelle cinque sedie dal corridoio nel quale un motore si agita e si scalda. Il Cane alza il muso dalle gambe anteriori, osserva la porta, quindi i due astanti e torna pacatamente ai suoi sogni canini.</p>
<p>“Dicevo?&#8221; &#8211; prosegue l&#8217;uomo seduto di lato &#8211; &#8220;Ah si, dicono che io avrei distribuito soldi falsi in alcuni locali di Roma, ma non hanno nessuna prova di fatto.”<br />
“Ma lei in effetti è colpevole?”<br />
“Guardi, ho fiducia nelle persone ma non sono uno stupido. Certe cose si fanno ma non si dicono mai. Le posso dire però che nell’ultimo periodo me la passavo male a casa: bollette e tasse a parte, mia madre non sta bene e le cure che sta facendo costano molto. E come se non bastasse siamo stati sfrattati e ci siamo dovuti trovare in fretta e furia un piccolo appartamento dove andare a stare. I discorsi tra due persone possono prendere le pieghe più curiose, ma il carattere di una conversazione secondo me può assumere due forme: finzione o comunicazione.”<br />
“Si spieghi meglio”.</p>
<p>L’aspirapolvere interrompe il suo stridente lamento.</p>
<p>“Se io volessi qualcosa da lei, tenderei a costruire un racconto, sicuramente basato su una storia vera, per esaltare la mia immagine o comunque quell’immagine che preferirei il mio prossimo avesse di me; se invece lei fosse un perfetto sconosciuto che non avrei più occasione di incontrare, non avrei bisogno di mettermi in mostra e potrei raccontare di me senza riguardi o paure.”.<br />
“E quindi? Quello che mi sta raccontando parla di lei, no? Non la conosco! Mi dispiace per la sua situazione familiare…”<br />
“Guardi, non sa quanto dispiaccia a me.&#8221; &#8211; prosegue l&#8217;uomo grattandosi la testa, il piede che non accenna a rallentare la sua danza &#8211; &#8220;Ero un impiegato in una grande azienda che produce cuscinetti e materiale meccanico. Un bel giorno mi han chiamato in infermeria e mi hanno chiesto di pisciare in un vasetto per poi licenziarmi, con la scusa che avevo fatto uso di droghe leggere. Sa, una cannetta ogni tanto e ti ritrovi in mezzo ad una strada… non è facile da digerire. E poi il disastro con mia madre. Non ho mai cercato il lusso, ma la decenza si! Così un uomo si arrangia. Lei cosa farebbe al mio posto?”<br />
Guardando un punto lontano nella stanza, vicino alla cesta di vimini accanto alla porta nella quale vengono abbandonate le riviste più vecchie: “Non saprei. Quello che faccio io per vivere è un qualcosa alla quale sono arrivato senza rifletterci troppo. Cioè, non ho una vocazione, una passione o una tradizione a spingermi avanti. Semplicemente mi sveglio al mattino e mi lascio andare alla giornata e – le dico la verità – dopo tanti anni non trovo più niente di logico nel farmi trascinare. Mi piacerebbe lasciarmi andare ad un’altra vita, ma ho una famiglia alla quale badare e non ho vie di fuga. Cosa farei? Cosa farei se mia figlia stesse male e non avessi soldi per curarla? Andrei a rubare, mi sembra chiaro. Ma quindi – dato che stiamo tutti nella stessa barca – lei è riuscito ad arrangiarsi?”<br />
Si massaggia il polso, indolenzito dalla manetta: “Mia madre sta meglio ed i carabinieri hanno cercato nei posti sbagliati. Quel buco che abbiamo affittato dopo lo sfratto ha anche un garage, ma gli agenti non lo sanno. Quindi direi che si, per ora sono riuscito ad arrangiarmi per sopravvivere, in attesa di trovare un lavoro o che la donna che mi ha cresciuto torni a stare in forma. Mi sono arrangiato, anche se non conto che possa durare all’infinito. Devo ringraziare mio padre che lavorava alla Zecca di Stato…”, strizzando l’occhio all’uomo brizzolato.<br />
“Beh, dalle mie parti dicono che se vedi un porco che vola devi cercare un piccione che nuota, per lasciare intendere come a volte stranezze risolvano stranezze. Spero…”</p>
<p>La porta si apre e fa il suo ingresso Linda con il suo carrello. In mano tiene un adattatore per una presa elettrica: si avvicina alla fotocopiatrice, raccoglie la presa da terra e dopo aver attaccato l’adattatore collega nuovamente la fotocopiatrice alla presa a muro. Il Cane si alza osservando Linda, sgranchisce le sue ossa malandate e raggiunge l’uomo dai capelli brizzolati per leccargli le mani. La porta si apre nuovamente ed entra l’Appuntato, sempre con i suoi fogli in mano:</p>
<p>“Linda, ma hai preso tu l’adattatore della fotocopiatrice?”<br />
“Vi ho detto più e più volte che me ne serve uno per l’aspirapolvere!” e quindi, girandosi verso la sedia centrale “Maresciallo, un paio di minuti ed il pavimento è asciutto: vado a dare una spazzata al cortile.”</p>
<p>L’Uomo dal piede che dondola è ora l’Uomo dal piede immoto. Osserva con sguardo attonito la figura sulla sedia centrale, senza peraltro proferire parola.<br />
Si alza ora dalla sedia l&#8217;uomo che occupava il posto centrale: “Spero riesca presto a risolvere la sua situazione. Oggi il porco è volato in alto ed il piccione ha esplorato gli abissi.” e rivolgendosi all’appuntato “E togliamo le manette a quest’uomo: se non abbiamo trovato nulla possiamo lasciarlo andare.”.<br />
L’appuntato: “Comandi Maresciallo. Faccio queste due fotocopie e vado a prendere le chiavi delle manette. Cosa scriviamo sul verbale? E cos’è la storia del porco, se posso permettermi?”<br />
“Scriviamo che dopo gli accertamenti non è stata trovata alcuna evidenza che dimostri un coinvolgimento nei fatti dei giorni scorsi. Il vero responsabile deve essere una persona molto fortunata! Del porco c’è poco da dire.”<br />
“Bene Maresciallo.”</p>
<p>E mentre Linda torna verso il corridoio per raggiungere il cortile, mentre la fotocopiatrice finisce il checkup iniziale e si predispone a copiare i documenti, mentre l’Appuntato osserva l’adattatore per ricordarsi di comprarne uno uguale, mentre il Maresciallo si avvia verso i suoi pulitissimi uffici ed il Cane lo segue scodinzolando, quel piede compie un ultimo movimento ed un uomo ha una svolta nel proprio cammino.</p>
<p>Oggi un porco ha volato molto in alto.</p>
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		<title>Lo sceriffo del Quirinale</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 13:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franganghi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Settimane fa accompagnai mia madre al pronto soccorso: era una calda giornata di bestemmie nella capitale dell&#8217;India, Roma. Presso l&#8217;Ospedale San Camillo, nella sala d&#8217;attesa del Pronto Soccorso, annoiato dall&#8217;attesa, decisi che sarebbe stato meglio comprare qualcosa da leggere. Uscii fuori nell&#8217;arsura e camminai a lungo per raggiungere il prode edicolante. Quindi con fare sbarazzino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1245" title="terrazza quirinale, roma" src="http://www.capokkia.it/uploads/terrazzaquirinale-150x112.jpg" alt="terrazza quirinale, roma" width="150" height="112" />Settimane fa accompagnai mia madre al pronto soccorso: era una calda giornata di bestemmie nella capitale dell&#8217;India, Roma. Presso l&#8217;Ospedale San Camillo, nella sala d&#8217;attesa del Pronto Soccorso, annoiato dall&#8217;attesa, decisi che sarebbe stato meglio comprare qualcosa da leggere.</p>
<p>Uscii fuori nell&#8217;arsura e camminai a lungo per raggiungere il prode edicolante. Quindi con fare sbarazzino, acquistai una copia di Dylan Dog ed una di Nathan Never, due dei fumetti che leggevo regolarmente fino a qualche tempo fa.</p>
<p>Accadde che li bruciai, nel senso che in meno di 40 minuti finii di leggere ogni pagina con un senso di appagamento proprio di un bel film, piuttosto che di una produzione fumettistica!</p>
<p>La cosa mi stupii non poco, nonostante uno dei due fumetti fosse addirittura la prima parte di una storia in due puntate.</p>
<p><span id="more-1242"></span>Passarono le settimane fino a quando, passando sotto casa, decisi di rifornirmi nuovamente del bonelliano materiale da lettura. Nuova copia di Dylan Dog e seconda parte dell&#8217;episodio di Nathan Never furono i miei acquisti.</p>
<p>Sabato pomeriggio quindi ho deciso di terminare la lettura della storia che tanto mi aveva appassionato, ma farlo a casa mi sembrava scontato. Ho preso così la bici e sono andato verso il centro, alla ricerca di un po di solitudine e frescuria.</p>
<p>Arrivato a Trinità dei Monti, ho preso la salita e mi sono inerpicato verso il Quirinale ed il piazzale antistante, piazzale Terronia.</p>
<p>Mi sono seduto sul parapetto in travertino che si trova sulla terrazza del piazzale, dalla parte opposta rispetto all&#8217;ingresso dell&#8217;edificio del Quirinale presidiato dalle guardie ed ho quindi iniziato a leggere.</p>
<p>Giunto quasi al finale della storia, un tizio bassetto e munito di divisa con bande rosse, prominente panza e passo da Cowboy mi si è avvicinato dalla guardiola a pochi metri di distanza dalla mia posizione e con accento Siciliano si è rivolto a me generando il seguente dialogo:</p>
<p><em>carabiniere mafioso &#8211; &#8220;Lei non può stare li.&#8221;<br />
io &#8211; &#8220;EH?&#8221;<br />
cm &#8211; &#8220;Non può stare li.&#8221;<br />
io &#8211; &#8220;Perché?&#8221;<br />
cm &#8211; &#8220;Eh se si sporge casca&#8230;&#8221;<br />
io &#8211; &#8220;Ah va bene, ci sto attento! Grazie&#8221;<br />
cm &#8211; &#8220;No, lei li non ci può stare!&#8221;<br />
io &#8211; &#8220;Ma perché?&#8221;<br />
cm &#8211; &#8220;Perché no.&#8221;<br />
io &#8211; &#8220;Si ho capito, ma non è che creo pericolo per la sicurezza del paese: me ne sto qua e non rompo il cazzo e nessuno. Perché lei non può fare altrettanto?&#8221;<br />
cm &#8211; &#8220;Deve scendere.&#8221;<br />
io &#8211; &#8220;Ma c&#8217;è un cartello? Una legge che mi impedisce di stare qui in santa pace a leggere?&#8221;<br />
cm &#8211; &#8220;Qua non ci può stare?&#8221;<br />
io &#8211; &#8220;Ma porcoiddiocanemaialeschifoso, che paese di merda!&#8221; e poi borbottando &#8220;Vaffanculo te, mezzo corpo dei Carabinieri, maledetto terrone di merda, stronzo, cagacazzi, mentecatto, ignorante, cafone, burino di merda, te e quella masnada di gaioffi manigoldi, bruti decerebrati pezzenti&#8230;&#8221; mentre me ne andavo rischiando di cadere un numero imprecisato di volte.</em></p>
<p>Ho fatto il giro della piazza e mi sono piazzato dietro la fontana.<br />
Ci ho ripensato ieri sera e ci ho pensato bene: non mi dovevo muovere.<br />
Dovevo farmi portare via con la forza.</p>
<p>Chiaramente il finale della storia &#8211; per quanto grandioso &#8211; me lo sono fatto andare di traverso grazie al prode demolitore di testicoli, defecatore di glandi.</p>
<p>Come si fa a demolire invece l&#8217;ignoranza dilagante? Come ragazzi? Come?</p>
<p>Franga</p>
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		<title>Il ferramenta del Golgota</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 21:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franganghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brutte giornate]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[cristo]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli eventi degli ultimi tempi mi stanno provando e non mi va di parlare, non mi va di mettere in discussione il mio mood ne di doverlo giustificare a chicchessia. Bestemmio il Porco di Cristo non per sport ma perché &#8211; dannazione &#8211; sono uno dei pochi credenti veri. No, non sono come voi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1103" title="Rabbia - questa immagine mi ha fatto tanto ridere!" src="http://www.capokkia.it/uploads/rage-150x99.jpg" alt="Rabbia - questa immagine mi ha fatto tanto ridere!" width="150" height="99" />Gli eventi degli ultimi tempi mi stanno provando e non mi va di parlare, non mi va di mettere in discussione il mio mood ne di doverlo giustificare a chicchessia. Bestemmio il Porco di Cristo non per sport ma perché &#8211; dannazione &#8211; sono uno dei pochi credenti veri.</p>
<p>No, non sono come voi che andate in Chiesa e vi inginocchiate pregando per il perdono dei peccati che non avreste mai dovuto commettere! No, non sono nemmeno come voi che parlate di famiglia, scambiate fluidi biologici con colleghi ed amici e poi trasformate il divorzio in un concorso a premi in cui si vincono case e figli. No, non sono un prete represso che necessariamente si fa le pippe e finisce col metterlo in culo a qualche suora repressa blaterando dell&#8217;esistenza di un presunto matrimonio con Dio che dovrebbe rendere possibile l&#8217;astinenza dai rapporti sessuali a vita.</p>
<p>No signori miei, sono un peccatore e purtroppo per me credo veramente che ci sia un Dio, sennò non penserei che è un Porco ad orchestrare un tale bailamme di accadimenti per infastidirmi. Un&#8217;amica oggi si chiedeva cosa sarebbe successo dopo le mie ulteriori bestemmie e le ho risposto così:</p>
<blockquote><p><em>&lt;&lt;se è opera sua, allora devo tirargli ancora più merda. le mie bestemmie sono commisurate alle possibilità che attribuisco ad un suo intervento diretto nei fatti degli ultimi 40 giorni circa.&gt;&gt;</em></p></blockquote>
<p>Bestemmio perché Credo: se non fossi credente, non avrebbe alcun senso per me bestemmiare. Se un prete non bestemmia e crede veramente in tutto quello in cui afferma di credere, allora è uno stupido! Non si può sfruttare la propria intelligenza senza rinnegare la Trinità. Secondo il precedente assunto, Lucifero era probabilmente l&#8217;angelo più intelligente e per questo è stato punito&#8230; ed attenzione, non se n&#8217;è andato, ma è stato cacciato a calci in culo! E&#8217; stato preso a calci in culo dagli altri angioletti e dal papone suo perché era un diverso: lui era.</p>
<p><object width="480" height="385" data="http://www.youtube-nocookie.com/v/YRuXPsfaGNA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/YRuXPsfaGNA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Dato che alla fine dei conti vivo una vita moralmente sana e casualmente compatibile con i dettami di Dio, non mi preoccupo affatto di ciò potrà accadere alla mia anima, come invece dovreste fare TUTTI VOI che della ipocrisia fate bandiera. Ed in quest&#8217;ottica magnifica, preludio di dissacranti affermazioni, vi annuncio che oggi mi hanno rubato la mia amata SMART e sono andato ai Carabinieri a fare la denuncia.</p>
<p><span id="more-1094"></span>Ho preso la BRAVO, sono andato a lavoro ed all&#8217;ora di pranzo ho compilato on-line sul sito dei Carabinieri la mia denuncia dell&#8217;accaduto. Funziona così: tu la compili on-line, poi la stampi e scegli un commissariato dove andarla solo a firmare. Così mi sono ritrovato pochi minuti dopo al commissariato vicino all&#8217;ufficio nella sala d&#8217;attesa, nell&#8217;attesa (per l&#8217;appunto) che qualcuno mi accogliesse all&#8217;interno per completare il rito.</p>
<p>Quand&#8217;ecco che un ragazzo con spiccato accento terrone &#8211; si, non del sud, proprio terrone ed è molto diverso (*) &#8211; entra nel commissariato, mi si ferma davanti nell&#8217;angusta anticamera e con la sua magliettina nera attillata si rivolge a me con tono autoritario chiedendomi: &#8220;Beh, dove credi di stare?&#8221; (notare la forma colloquiale del &#8220;tu&#8221;).</p>
<p>Io mi guardo un attimo nello specchio che ho poggiato tanti anni fa sulle scivolose pareti del mio cervello e mi osservo seduto trasversalmente su una poltroncina, con il ginocchio sinistra poggiato sul bracciolo sinistro ed il piede sinistro poggiato sul ginocchio destro. Provate a mettervi nella stessa posizione, non è difficile!</p>
<p>terrone &#8211; &#8220;Allora?&#8221;</p>
<p>Sgomento e senza dire una parola mi guardo intorno nella sala deserta, alla ricerca di qualcuno nascosto dietro di me o della fottuta telecamera di Nanni Loi, senza peraltro scorgere alcun segno dell&#8217;uno o dell&#8217;altra.</p>
<p>terrone &#8211; &#8220;Qui siamo in un commissariato!&#8221;<br />
io &#8211; &#8220;Ma perché le da fastidio?&#8221;<br />
terrone &#8211; &#8220;Si, certo. Sia più composto.&#8221; (notare il passaggio alla formalità, all&#8217;uso del &#8220;lei&#8221;)</p>
<p>Ora, amico terrone, io sto passando uno dei più brutti periodi della mia vita e poche ore fa ho scoperto che mi hanno rubato la macchina, la moquette della quale ho passato tre settimane a pulire dall&#8217;olio rovesciato da me medesimo. Dopo aver completato la pulizia della vettura ed aver rimontato il sedile sinistro sabato sera scorso, ho potuto guidare la macchina dal portone al parcheggio prima che me la rubassero.</p>
<p>Ora tu, brutto ignorante cafone terrone inutile, tu che cazzo vuoi? In particolare, che cazzo vuoi da me?</p>
<p>Ho fatto un lungo respiro senza dire niente, poi un altro respiro senza dire niente. Poi ho respirato di nuovo poggiandomi la testa tra le gambe e sono rimasto così per qualche secondo, sono riemerso e l&#8217;ho guardato in faccia mentre toglievo il ginocchio dal bracciolo della sedia. Fatto ciò il tizio si è girato e prima di entrare ha pronunciato le seguenti parole:</p>
<p>terrone &#8211; &#8220;E si ricordi che questo è un locale militare.&#8221;<br />
io &#8211; &#8220;Ed io non sono un militare.&#8221;</p>
<p>Detto questo il tizio si è girato e sè infilato nel corridoio. Non credo debba tirarvi giù tutta la pippa su quanto trovi scorretto l&#8217;atteggiamento di chi abusa del distintivo che gli è stato affidato per trarne una qualche sicurezza interiore: per quanto mi riguarda e come dice saggiamente Caparezza, un vero uomo dovrebbe lavare i piatti. Questo ragazzo probabilmente ha dei problemi all&#8217;apparato genitale che lo pongono in uno stato di impotenza ed il suo atteggiamento ne è la naturale conseguenza.</p>
<p>Certo, questo non significa che per questo io debba prendere calci in culo senza reagire. Il problema è che ho già aperta una denuncia contro un Vigile Urbano per &#8220;Abuso di potere&#8221; e quindi non posso proprio permettermi di entrare in causa per ogni cazzata che mi succede, vi pare? Così ho firmato la mia denuncia ed ho chiesto un colloquio col maresciallo per il pomeriggio.</p>
<p>Sono tornato alle 18 alla stazione dei Carabinieri e, mentre ero in attesa, ho visto il ragazzo che mi ha aggredito chiamare fuori un suo collega, dirgli due parole all&#8217;orecchio e quindi uscire dall&#8217;ingresso sul retro, la qual cosa mi ha francamente riempito di soddisfazione.</p>
<p>Ho parlato col maresciallo spiegandogli quanto sbagliato fosse l&#8217;atteggiamento del suo collega, quanto tale atteggiamento porti discredito al corpo dei Carabinieri, quanto mi sia sentito offeso da questa e quella parola, quanto avrei potuto portare avanti la questione ai suoi superiori e come invece abbia invece evitato di farlo contando sul suo attaccamento all&#8217;arma ed ai valori che essa rappresenta. Gli ho cagato il cazzo interrompendolo qualsiasi cosa dicesse e la cosa mi ha risollevato parecchio dal mio umore nero.</p>
<p>Poi gli ho rotto i coglioni per il fatto che il terrone si è rivolto a me in borghese e che quindi poteva essere anche un tizio di passaggio, io che ne sapevo? Senza presentarsi mi ha aggredito verbalmente in borghese dentro una stazione dei Carabinieri senza che nessuno facesse qualcosa.</p>
<p>io &#8211; &#8220;Le pare normale Maresciallo? Qui tutti i giorni accadono di questi fatti? O semplicemente vorreste indurmi a pensare che sia così? Perché secondo quello che ho visto e dato che lei sta tentando di difendere il suo collega, io potrei anche scegliere di pensare che questa sia la norma dentro il suo commissariato! Lei si farebbe parlare così da un estraneo in borghese?&#8221;.</p>
<p>Un mio collega mi ha accompagnato ed è rimasto nella sala d&#8217;attesa: egli mi ha raccontato che l&#8217;appuntato al quale il terrone ha sussurrato qualcosa nel orecchio era piuttosto &#8220;teso&#8221;. Io stavo parlando col maresciallo con la porta spalancata, tirando merda su merda in forma di valori, cliché, onore e dignità. Alla fine sono andato via dopo che il tizio, del sud ma non terrone, esprimendosi come il <a title="Il discorso del Sindaco di Contursi Terme" href="http://www.youtube.com/watch?v=VhUctbJtZf4" target="_blank">Sindaco di Contursi Terme</a> ha giurato sui suoi figli (anche loro Carabinieri) che avrebbe &#8220;cazziato il ragazzo &#8211; che le assicuro è una brava persona &#8211; con modi militari, che lei sa bene sono piuttosto forti&#8230;&#8221;.</p>
<p>A me basta.</p>
<p>La soddisfazione è finita alle 2030 quando, uscito dall&#8217;ufficio e contando sulle strade libere mi sono trovato imbottigliato a prati con la mia Bravo che ha giustamente bruciato un quarto del serbatoio per portarmi a casa. Non voglio più prendere una macchina per andare a lavoro, sono depresso, incazzato, rabbioso e la gente attraversa in curva senza strisce e mi manda pure affanculo se la punto col muso della macchina. Ma che mondo è questo?</p>
<p>Sogno un mondo in cui io possa investire in tutta tranquillità e senza rimorso chi non attraversa sulle strisce. Quel mondo dov&#8217;è?</p>
<p>Vi lascio. Consiglio del giorno: &#8220;Non fatevi cagare in testa mai, ma prima di usare la violenza provate a tirare una serie di bestemmie ed un paio di respiri profondi: non salva l&#8217;anima ma aiuta!&#8221;.</p>
<p><em>Franga</em></p>
<p>PS &#8211; &#8220;del sud&#8221; è una connotazione che si riferisce al luogo di provenienza di un individuo mentre &#8220;terrone&#8221; rappresenza lo status culturale di un abitante del sud italia che non abbia mai finito le scuole dell&#8217;obbligo e per comprendere le parole del quale siano necessri i sottotitoli.<em><br />
</em></p>
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