In fragranza di ammiccamento ;)

che palleGià in passato scrissi qualcosa a proposito delle emoticons, ma nell’ultimo periodo la situazione è peggiorata.

Oltre alle persone che ne abusano, ho notato in crescita il fenomeno che vede protagoniste le emoticons (anche testuali) in ogni contesto, applicazione o servizio, senza la minima attinenza ad un qualche senso logico.

Dalle pubblicità agli sms, le emoticons sono oggi omnipresenti e l’uso ne è abusato a livello sociale nella forma scritta, tanto che alcune persone si permettono di usare tale “pretesto linguistico” per sminuire affermazioni della massima gravità. Quando ho visto i primi smile in un testo scritto A MANO sul tema di un bambino delle elementari, mi sono veramente preoccupato.

Cosa significa esagerare con le emoticon? Bene. E’ un po come scrivere “SIEG HEIL” e poi metterci uno smile ammiccante accanto, all’interno del testo di una email o in un aggiornamento di stato facebook.

<<L’apologia del nazismo, assimilabile a quella del fascismo, è in Italia un reato, sancito dalla Legge 20 giugno 1952, n. 645.>>
(fonte wiki)

Voglio dire, non si può pensare di scrivere impunemente cagate su internet pensando poi di tornare dalla parte della ragione aggiungendo uno smile alla fine del testo.

Il mio messaggio è piuttosto semplice: dovremmo cercare di riacquisire la capacità di discernimento che ci caratterizza come esseri umani pensanti, iniziando a riportare in un testo scritto ciò che potremmo permetterci di dire ANCHE a voce. La capacità di scrivere bene risiede in questa abilità che altro non è se non un’abitudine, per quanto alcuni continuino ad intenderla come attitudine: parole simili, domini diversi.

Ad un amico non si dovrebbero proporre offese scherzose che giungano al limite dell’ingiuria o l’umiliazione, pensando poi che lo smile sia sufficente a ridurre l’effetto della batosta. Ad una ragazza non ci si dovrebbe rivolgere inopportunamente nascondendo poi la mano con uno smile, a coprire vigliaccamente la propria incapacità di relazionarsi dal vivo. In ufficio andrebbe evitato il nascondersi dietro uno smile quando i rapporti son passati dal cortese/amichevole al professionale.

Rispettivamente, un discorso in privato, una parola gentile o il limitare le parole più pesanti ed il saper rispondere “no, non è lavoro mio” potrebbero essere vie di fuga ben più dignitose e corrette di un ridicolo smile di copertura.

Dato che penso di aver esagerato anche io nell’ultimo periodo con questi maledetti smile e con le emoticon varie, sto pensando di fare una pausa, limitandone l’uso alle situazioni in cui una faccetta sorridente (o meno) non sia intesa come a voler coprire uno stato d’animo, quanto più a valorizzare il senso delle mie affermazioni.

Credo che dovremmo darci un po tutti una regolata per tornare a scrivere come la nostra lingua da secoli, fieramente e musicalmente ci impone. Uno smile non potrà MAI eguagliare il suono magnifico di parole come “corbezzoli”, “raffazzonato” o “pistillo” (vero Fotz?).

Un invito a tutti voi/noi quindi: diamoci una regolata con ’ste faccine sorridenti che di sorrisi falsi e facce di merda il mondo già straborda ed in alto mar s’inclina. Reggetevi bastardi!

Franga

6 Commenti

  • Come ben sai sono una fan del linguaggio (qualsiasi lingua) quindi ti appoggio! IO uso le emoticon solo quando scherzo davvero…
    Trovo aberranti sia l’uso improprio degli smile, che l’uso abortivo che si fa della lettera K, la congiura per l’abolizione delle vocali, l’acronimo del tutto (da TVTUMDB a acronimi che saltano fuori ogni giorno nuovi e se non li capisci sei proprio “out”) ed infine l’uso di troppi termini inglesi nella lingua italiana… O parli italiano o parli inglese… se no adottiamo tutti l’esperanto e siamo a posto!

    ReplicaReplica
  • Paolo wrote:

    Questo tipo di linguaggio ormai fa parte del nostro metabolismo ed è derivato direttamente dagli sms, dalla velocità del mondo moderno e dall’ignoranza delle persone. Da saggio saginario prevedo un futuro a base di Kindle (il mio sarà con kernel Linux, fra poco esce!) con possibilità di navigare e di cellulari tuttofare. Ma la vera differenza la potrà fare solo la connessione ad Internet tramite questi dispositivi ad un costo ragionevole. Solo così si tornerà ad usare la lettera, l’unico vero mezzo utile ad educare qualsiasi bifolco. Scrivendo si impara a scrivere, no!?
    :p :) :O) >_< :-) pè pè pè e cò cò cò

    ReplicaReplica
  • @Manuki: “Cara Mia”….when you speak esperanto…you drive me wild!!!

    Credo che nonostante tutto ci possa essere una felice convivenza di espressioni poliglotte senza mortificare la lingua madre…il tutto sta nel giusto equilibrio!

    ReplicaReplica
  • @harlock: la citazione è geniale!

    ReplicaReplica
  • [cit.] “quanto più a valorizzare il senso delle mie affermazioni.”

    Personalmente ho sempre inteso in questo senso il mio uso delle e-merdiconZ.

    Sono quindi profondamente in armonia con i concetti che esprimi nel tuo scritto.

    Cordialità.

    ReplicaReplica
  • @harlock: Harlock darling, we’ve got company!”

    ReplicaReplica

Dai, proponi un tuo commento

La tua email non sarà visibile quindi vai tranquillo. I campi obbligatori son marchiati con *